L’aggressione risale al 22 luglio ma la manager di 82 anni che, a dispetto dell’età, stava andando a lavorare in ufficio quando è stata assalita alla banchina della stazione M1 della metropolitana Primaticcio da un marocchino a distanza di un mese ancora non è in grado di camminare. L’uomo l’ha sbattuta violentemente contro una parete e le ha strappato la collana d’oro e brillanti da 10mila euro mentre era caduta a terra nel tentativo di difendersi, l’anziana ha riportato fratture a due vertebre e sei coste, con una prognosi di 60 giorni. L’uomo, un marocchino di 41 anni che da allora si era rifugiato in uno stabile abbandonato a Bollate, è stato riconosciuto lunedì scorso dalla Polizia a Sesto San Giovanni e arrestato. Grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza Atm gli investigatori avevano ricostruito dinamica, corporatura e alcuni capi di abbigliamento indossati dall’aggressore. L’uomo ha attirato l’attenzione della Squadra Mobile a Sesto, Ispezionando il telefonino hanno trovato immagini con indosso gli stessi abiti e una chat con un articolo sull’evento e la raccomandazione dell’amico: «Fai sparire i vestiti». É stato portato a San Vittore con l’accusa di rapina aggravata e lesioni gravi. É sospettato di aver rapinato anche una coppia, sempre in metrò e ha numerosi precedenti e condanne dal 2021, con periodi di affidamento in prova. Gli è stato già negato il rinnovo del permesso di soggiorno per pericolosità sociale. Quanto accaduto a Primaticcio «è di una gravità assoluta - commenta il deputato FdI Riccardo De Corato -. Aggredire una donna di 82 anni, anziana e indifesa, afferrandola al collo e scaraventandola contro una parete per strapparle una collana, è un gesto vile, odioso e intollerabile che merita una risposta severissima da parte dello Stato. Se la responsabilità sarà accertata, il marocchino andrà espulso dal territorio italiano una volta scontata la pena».
E avrebbe commesso almeno un centinaio di colpi ai danni dei passeggeri che transitavano dall’aeroporto di Malpensa la banda di dieci donne, tra cui quattro minori, arrestata ieri dalla Polizia di Stato. Sarebbero i primi fermi. L’indagine coordinata dalla Procura di Busto Arsizio e dalla Procura dei minorenni di Milano coinvolgerebbe infatti venti ragazze tra i 14 e i 35 anni, tutte di etnia rom, regolari o con cittadinanza italiana e alcune in stato di gravidanza. Si sta risalendo anche a episodi più vecchi. Agivano soprattutto sugli ambienti come gli ascensori, affinando la «tecnica». Come si vede dalle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, spesso un gruppo teneva bloccato apposta un impianto per aumentare la calca sull’altro e in pochi secondi sfilavano portafogli e oggetti di valore, nascondendo i movimenti delle mani nascosti da giacche e altri indumenti. Una banda quasi insospettabile di borseggiatrici professioniste, vestite in maniera accurata, si confondevano tra i turisti, che la maggior parte delle volte scoprivano i furti solo quando si trovavano già in volo o fuori dallo scalo. Sono state bloccate dopo una lunga indagine - video, pedinamenti, appostamenti - a cui ha preso parte anche la Polizia di frontiera.
«Una brillante operazione della polizia di Stato - la definisce il sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni -. Un lavoro eccellente che ha inferto un colpo durissimo a una vera e propria organizzazione criminale. Mi sono complimentato direttamente con il questore di Varese Paolo Iodice per questo straordinario intervento». Il sottosegretario conclude: «Avanti così con l’impegno quotidiano, silenzioso ed efficace delle nostre forze di polizia a tutela e a protezione della sicurezza, precondizione essenziale per lo sviluppo del Paese». Finora erano l’incubo dei passeggeri in metropolitana o nelle stazioni ferroviarie, ora le borseggiatrici dunque hanno messo nel mirino anche gli aeroporti.
