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Cronaca nera

Lite sui Navigli, 20enne spara al padre del rivale

Dopo una diatriba con un 17enne, un giovane va sotto casa del ragazzo a Paullo e spara

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Certe liti dovrebbero finire con una spinta, un insulto urlato in faccia, magari un pugno mal assestato tra chi si conosce di vista e non ha nulla da perdonarsi davvero. Quella scoppiata lunedì sera sui Navigli tra un 20enne e un 17enne amici di amici, motivi ancora da capire doveva essere una di queste. Non lo è stata. Il secondo tempo va in scena poche ore dopo, nella notte tra lunedì e martedì, non più sulle rive glamour dei Navigli ma sotto un condominio qualunque di via Fratelli Vigorelli, a Paullo, hinterland est di Milano. Poco dopo le due il 20enne, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di San Donato Milanese, si presenta sotto casa del rivale 17enne portato lì in motorino da un amico che fa da navigatore con l’intenzione, tutta da dimostrare in aula ma già abbastanza chiara nei fatti, di chiudere la questione a modo suo. Cioè con una pistola. A scendere dal palazzo, però, non è il ragazzino. È suo padre: 37 anni, cittadino italiano di origini marocchine, che si becca un colpo all’addome che forse è l’ipotesi più inquietante di tutta la vicenda non era nemmeno destinato a lui. Un errore di bersaglio in un raid già di per sé sproporzionato: si litiga tra ventenni per motivi da chiarire e si finisce a sparare a un padre di famiglia davanti al portone.

L’uomo viene stabilizzato sul posto dal personale dell’Areu ambulanza e automedica da Cernusco sul Naviglio e trasportato in codice rosso al Niguarda. Le condizioni restano serie, la ferita è profonda, ma i medici la definiscono non in pericolo di vita. Piccola consolazione per una famiglia che si è vista recapitare sotto casa, nel cuore della notte, la coda di una lite tra ragazzini di cui il capofamiglia non aveva probabilmente nemmeno tutti i dettagli.

Le telecamere, quelle sì, hanno visto tutto. Il condominio, la strada, il motorino: gli investigatori risalgono al presunto sparatore in tempi rapidi, lo rintracciano in provincia di Varese lontano dalla sua residenza milanese, in quella distanza geografica che di solito accompagna i tentativi (maldestri) di far perdere le proprie tracce. Ora la sua posizione è al vaglio della procura, ed è verosimile che arrivi un fermo per tentato omicidio.

Resta la domanda che accompagna sempre queste storie, e che nessuna ordinanza scioglierà mai davvero: cosa deve succedere, in una lite tra un ventenne e un diciassettenne che si conoscono per amicizie comuni, perché la soluzione più immediata diventi salire su un motorino, farsi accompagnare sotto casa dell’altro e sparare.

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