Presa la gang della microcar. Dieci giorni di indagini, poi la svolta quando un carabiniere si accorge che la macchinina parcheggiata a Testaccio corrisponde a quella che si vede, con la targa coperta, nelle immagini registrate. Soprattutto in quelle in cui sfreccia a Monteverde vecchio. Decisiva la conferma di un meccanico che ha «preparato» l’utilitaria con luci a led sul paraurti anteriore e sulla targa. L’auto è intestata al nonno del ragazzo e grazie a dei particolari, come gli adesivi con la figura di un serpente con il logo dell’officina, si ha la conferma.
Il guidatore, un 17enne figlio di un carabiniere, continuava a utilizzarla per andare a scuola bcome se niente fosse. L’amico 16enne che era con lui durante le aggressioni, e che vive nello stesso quartiere, è a casa quando i militari lo prelevano per portarlo davanti al pm Ambrogio Cassiani. Interrogati, i due baby criminali ammettono tutto. «Ci siamo divertiti, stavamo festeggiando un compleanno. Quando abbiamo saputo dell’attore ricoverato in gravi condizioni ci siamo fermati». Non una parola di pentimento nei confronti delle vittime, soprattutto verso i familiari di Davide Iacopini, in terapia intensiva dopo esser stato sottoposto a due interventi neurochirurgici. I ragazzi, precedenti per un furto commesso mesi fa, avrebbero ammesso anche di aver fatto uso di sostanze stupefacenti la sera di domenica e il giorno successivo, proprio quando colpiscono Iacopini scaraventandolo contro una Mini parcheggiata. Il 16enne, inoltre, riconosce il cappellino perduto durante l’aggressione. «Si è mio, me lo potete ridare?», avrebbe chiesto al termine dell’interrogatorio. Sul cellulare di uno dei due ragazzi un’applicazione gps che monitora gli spostamenti e che ha tracciato i percorsi degli ultimi giorni della macchinina nera. Le accuse per i ragazzi vanno dal tentato omicidio aggravato alle lesioni personale aggravate dai futili motivi. Gli atti della Procura di Roma sono stati inviati al Tribunale dei Minori a cui spetterà l’intero fascicolo. Per ora i due sono tornati a casa con una denuncia a piede libero. «Abbiamo dato una risposta veloce a un caso che aveva creato allarme tra i cittadini», spiega il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi. Almeno sei i casi accertati. Il primo domenica, quando una 45enne viene colpita alla testa con un calcio dal passeggero della microcar. Pochi minuti dopo l’auto scura torna indietro. Il 16enne apre la portiera e sferra un altro calcio a uno studente 26enne su un monopattino. Lunedì tornano a colpire ancora a Monteverde. Prima puntano Iacopini su un monopattino e lo fanno carambolare su un’auto, subito dopo se la prendono con una signora in bici. La quinta aggressione a un uomo che vive a Parigi, a Roma per trovare la sorella, aggredito a Ponte Testaccio. La sesta vittima è un 67enne colpito da un tubo.
