Genti Berisha, il 26enne che fuggì all’alt della pattuglia della polizia locale, causando con il suo comportamento la morte dell’agente Francesco Imprezzabile, chiede di patteggiare, qualora andassero a buon fine le trattative per il risarcimento con i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Gabriele Maria Vitiello.
In subordine, chiede che il processo venga celebrato con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena. È accusato di morte come conseguenza di altro reato, ovvero la fuga pericolosa. L’udienza è fissata il 25 novembre davanti al gip di Milano.
Secondo l’inchiesta della pm Francesca Crupi, l’inseguimento aveva raggiunto i 180 chilometri orari. Tra i due mezzi però - quel tragico 23 giugno - non vi fu nessun contatto, come ha stabilito la perizia cinematica agli atti. Imprezzabile ha perso il controllo del mezzo in autonomia, è caduto e nello schianto ha perso la vita. Berisha era poi fuggito ed è stato arrestato a casa di un amico, poi scarcerato con braccialetto elettronico.
Nell’interrogatorio Berisha, difeso dall’avvocato Fabrizio Cardinali, si era assunto “la piena responsabilità di aver fatto questo gesto istintivo, sconsiderato, valutando male la situazione da soggetto immaturo”. Si era detto “dispiaciuto” e aveva chiesto “scusa”. Si era reso conto che “se avesse ragionato, non sarebbe andato via e non si è accorto che l’agente era caduto”. Aveva continuato a sostenere che era scappato perché non voleva guai per pochi grammi di droga che aveva con sé. Nelle indagini tre persone, intanto, erano state indagate per favoreggiamento e poi Berisha è finito in carcere per un procedimento a Brescia per traffico di droga e in seguito condannato a 8 anni, in abbreviato, per lo stesso reato.
