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Cronaca nera

Porta a casa colombiana in cerca di un ostello e la violenta

La macchina giudiziaria, per una volta, ha funzionato senza i soliti ritardi teatrali: dalla frase al macchinista all’arresto in poche ore

Carabinieri

Una colombiana di 21 anni in vacanza chiede aiuto a un macchinista Atm. «Un uomo mi ha stuprato». Frase secca, senza orpelli. Fermata del tram in via Monte Velino, zona viale Molise. I carabinieri arrivano, individuano l’appartamento, identificano il sospettato. Nelle scorse ore un peruviano di 25 anni è finito in carcere con ordinanza di custodia cautelare.

Lo stupro è della notte tra l’8 e il 9 agosto. La ragazza arriva a Lampugnano con un bus da Venezia. Si dirige verso Lambrate, dove ha prenotato una camera in un ostello. Il cellulare è scarico. Non riesce a localizzare l’indirizzo. In quel vuoto di orientamento avviene l’incontro. Un 25enne le prende lo zaino e la «invita» a seguirlo nel suo appartamento in zona Calvairate.

Dentro casa, nonostante la presenza di altre persone, la minaccia. La costringe a un rapporto sessuale. Appena si distrae, lei scappa. Raggiunge la fermata del tram. Racconta. Il macchinista allarma i carabinieri del Nucleo Radiomobile. Loro trovano l’appartamento e l’uomo. Fine della sequenza operativa.

Non c’è nulla di particolarmente sofisticato nella dinamica. Una turista con il telefono spento. Un estraneo che si appropria dello zaino. Un appartamento non vuoto. Una minaccia. Una fuga. Una denuncia immediata. La macchina giudiziaria, per una volta, ha funzionato senza i soliti ritardi teatrali: dalla frase al macchinista all’arresto in poche ore.

Si potrebbe discutere a lungo su quanto pesi la combinazione di disorientamento, batteria morta e disponibilità altrui. O su come certe storie di violenza sessuale vengano sistematicamente avvolte in un eccesso di pathos che finisce per oscurare i fatti concreti. O ancora su quanta enfasi si metta sempre sul «giovane» e sul «turista», come se l’età e la nazionalità bastassero a spiegare tutto. Ma i fatti, qui, restano lineari. Una ragazza chiede aiuto. Un uomo viene arrestato. Nessun melodramma necessario. Nessuna lezione di morale da aggiungere. Il resto è cronaca. E la cronaca, quando non viene imbottita di retorica, è già abbastanza.

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