Solidarietà al sindaco, all’amministrazione comunale, ai Carabinieri, alla Polizia locale, alle forze dell’ordine e soprattutto a tutte le persone perbene di Rozzano, che rappresentano la grande maggioranza della città. Spari a poca distanza da una scuola dell’infanzia, un assalto con esplosivo a un bancomat e diversi tentativi di furto: troppi episodi di delinquenza in pochi giorni. Rozzano non appartiene ai delinquenti: appartiene ai suoi cittadini onesti.
Prima di tutto desidero esprimere la mia solidarietà al sindaco Mattia Ferretti, all’amministrazione comunale, ai Carabinieri, alla Polizia locale, a tutte le forze dell’ordine e soprattutto a tutte le persone perbene di Rozzano, che costituiscono la grande maggioranza della popolazione e hanno il sacrosanto diritto di vivere la propria città in sicurezza e serenità.
Un ringraziamento particolare va alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine e alla magistratura, impegnati quotidianamente nella difesa della legalità e nel contrasto alla criminalità. Il loro lavoro, spesso difficile e lontano dai riflettori, rappresenta un presidio fondamentale per tutti i cittadini.
Nella città di Rozzano ci sono stati troppi episodi di criminalità in pochi giorni. Troppi episodi di delinquenza, uno dopo l’altro, in troppo poco tempo. Quanto accaduto negli ultimi giorni a Rozzano non può essere minimizzato e impone di mantenere altissima l’attenzione sul tema della sicurezza, garantendo una presenza forte e costante dello Stato sul territorio.
Raccontare questi fatti, però, non significa mettere sotto accusa Rozzano o i suoi abitanti. Al contrario, le prime vittime della criminalità sono proprio le persone oneste che vivono nei quartieri della città, lavorano, crescono i propri figli, pagano le tasse e rispettano le regole.
Ed è innanzitutto a loro che deve andare la nostra solidarietà. Un colpo d’arma da fuoco vicino a una scuola: è un fatto gravissimo. L’episodio che desta maggiore preoccupazione è appunto quello avvenuto nell’area tra via Petunie e via Lilà, a poca distanza da una scuola dell’infanzia.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa, è stato esploso almeno un colpo d’arma da fuoco e alcuni giovani sarebbero stati visti allontanarsi dalla zona. Le insegnanti hanno immediatamente provveduto a tenere al sicuro i bambini all’interno della struttura.
Sparare nei pressi di una scuola frequentata da bambini è un fatto di una gravità enorme.
Un gesto del genere può mettere potenzialmente in serio pericolo bambini, insegnanti, genitori e semplici cittadini che non hanno nulla a che vedere con eventuali regolamenti di conti o contrasti tra gruppi. Saranno naturalmente le indagini a stabilire con precisione che cosa sia accaduto, il movente, le responsabilità e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
La mia fiducia nel lavoro dei Carabinieri, delle forze dell’ordine e della magistratura è massima. Sono certo che gli investigatori faranno tutto ciò che è nelle loro possibilità per risalire rapidamente a chi ha esploso quel colpo d’arma da fuoco e per assicurare alla giustizia gli eventuali responsabili.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è la successione ravvicinata di altri fatti di cronaca. Pochi giorni prima, in via Lombardia, un commando aveva tentato di assaltare un bancomat utilizzando dell’esplosivo. Il colpo non era andato a buon fine e gli autori si erano dati alla fuga senza riuscire a impossessarsi del denaro.
A questo si aggiungono altri interventi delle forze dell’ordine. Nella notte del 10 settembre, la Polizia locale ha arrestato due persone sorprese sul tetto di una ditta edile a Valleambrosia, con le accuse di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Nella stessa notte gli agenti sono intervenuti anche presso la scuola di via Oleandri per un tentativo di furto di rame. Sono episodi diversi e non esistono al momento elementi per sostenere che siano necessariamente collegati tra loro. La loro concentrazione temporale, tuttavia, è sufficiente per chiedere che l’attenzione sulla sicurezza rimanga molto alta.
Rozzano, una realtà complessa. Non possiamo nasconderci che Rozzano sia una città complessa anche sotto il profilo sociale e urbanistico. L’edilizia residenziale pubblica rappresenta storicamente una componente particolarmente importante della città. Una fonte politica locale del 2025 indica che circa il 30% della popolazione vive in alloggi popolari.
Questo dato non deve però prestarsi a interpretazioni sbagliate. Casa popolare non significa criminalità. Nei quartieri popolari vivono migliaia di famiglie oneste: lavoratori, pensionati, giovani, mamme e papà che fanno sacrifici per crescere i propri figli e che chiedono semplicemente di poter vivere tranquillamente.
Anzi, sono proprio loro a pagare per primi le conseguenze della presenza di sacche di illegalità e sono proprio loro ad avere diritto a una maggiore tutela. Criminalità organizzata e bande: saranno le indagini a fare chiarezza e sono sicuro anche in tempi molto brevi.
Di fronte a una successione così ravvicinata di fatti è legittimo interrogarsi sulla presenza di gruppi criminali o bande giovanili operanti sul territorio. Occorre però essere rigorosi: spetta agli investigatori stabilire se dietro alcuni di questi episodi vi siano gruppi organizzati e se esistano collegamenti tra i diversi fatti. Non possiamo trasformare un’ipotesi investigativa in una sentenza.
Ma se tuttavia, le indagini dovessero accertare l’esistenza di bande o gruppi dediti stabilmente alla violenza, allo spaccio, ai furti o ad altre attività criminali, la risposta dello Stato dovrà essere estremamente ferma. La criminalità deve essere combattuta ogni giorno, attraverso il controllo del territorio, le indagini, la prevenzione, il lavoro della magistratura e la collaborazione dei cittadini.
Su armi e violenza non possono esistere zone franche in nessuna città della nostra nazione. Pugno fermo contro chi sceglie la criminalità. Questo deve essere il messaggio. Chi sceglie deliberatamente la strada della criminalità deve sapere che lo Stato non può arretrare.
Serve pugno fermo contro la delinquenza, naturalmente nel pieno rispetto della legge e delle garanzie che caratterizzano uno Stato di diritto. Chi commette un reato deve essere individuato. Chi viene accusato deve essere processato. E chi viene riconosciuto colpevole con sentenza definitiva deve scontare la pena prevista dalla legge.
Non significa criminalizzare una città. Significa esattamente il contrario: difendere una città dalla criminalità. C’è infine un concetto che voglio ribadire con tutta la forza possibile. Rozzano non è dei delinquenti. Rozzano è della gente perbene. È delle famiglie che ogni mattina accompagnano i propri bambini a scuola. È degli anziani che hanno costruito questa comunità, dei lavoratori che si alzano all’alba, dei commercianti che ogni giorno aprono le loro attività, dei ragazzi che studiano, delle associazioni, del volontariato e di tutte quelle persone che rispettano le regole.
La grande maggioranza dei cittadini di Rozzano è composta da persone oneste e non può essere ostaggio di una minoranza che sceglie la violenza, la prepotenza o l’illegalità. Chi pensa di poter controllare un quartiere con la paura, con le intimidazioni o addirittura con le armi deve trovare davanti a sé uno Stato presente, forze dell’ordine sostenute dalle istituzioni e una magistratura messa nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio lavoro.
Per questo rinnovo la mia solidarietà al sindaco Mattia Ferretti e all’amministrazione comunale, il mio sostegno e ringraziamento ai Carabinieri, alla Polizia locale, a tutte le forze dell’ordine e alla magistratura e, soprattutto, la mia vicinanza alle famiglie e a tutte le persone oneste di Rozzano.
La sicurezza non ha colore politico. È un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni.
Rozzano è e deve rimanere la città della gente perbene. E nessun delinquente, nessuna banda e nessun gruppo criminale può pensare di portargliela via.
