L’avevamo chiamata “il sole di mezzogiorno”. Una frase che, nella calda estate del 2025, definiva l’ennesima uscita istrionica di Massimo Lovati, allora difensore di Andrea Sempio. Quel racconto incredibile tirato fuori all’improvviso da Lovati, durante un dibattito a Zona Bianca di Giuseppe Brindisi, sul fatto che già intorno alle 11.30 di quel terribile 13 agosto 2007 aveva saputo di una ragazza uccisa a Garlasco, era stato bollato come l’ennesimo “sogno” del teorico del sicario.
Perché Chiara Poggi, come risulta agli atti, è stata trovata cadavere nella villetta di Garlasco dal fidanzato Alberto Stasi solo alle 13.50, quando l’allora 24enne aveva dato l’allarme. Nessuno, dunque, prima di quell’orario avrebbe potuto parlare in paese di una giovane uccisa in casa, nonostante Lovati si fosse fissato a tal punto da ricordare quel particolare orario perché, uscendo dal suo ufficio per fare un giro alla fiera d’estate di Vigevano, avrebbe guardato il sole che segnava mezzogiorno, mentre ascoltava quelle voci tra le bancarelle di salumi e formaggi.
Un racconto così tragicomico che sulla vicenda era calato il sipario. Almeno fino a stamattina, quando a Storie Italiane, il programma di Eleonora Daniele su Rai1, è spuntata una nuova testimone che sostiene la stessa cosa. Una donna, all’epoca cuoca in un ristorante di Dorno, che ricorda come la notizia della ragazza morta a Garlasco circolasse quella mattina del 13 agosto 2007 già un’ora e mezza prima della chiamata di Stasi al 118. “«Lavoravo in un ristorante di Dorno, facevo la cuoca”, ha detto la donna alle telecamere, con il volto oscurato e la voce camuffata, “Alle 12 cominciavamo a sistemare il buffet e già a quell’ora girava la voce di un omicidio di una ragazza a Garlasco. Io lo ricordo vivamente, è da tanto che me lo tengo dentro e non l’ho mai voluto dire”, sottolinea, per paura di “troppi suicidi che secondo me suicidi non sono, sono d’accordo con la Procura di Pavia”.
La testimone aggiunge che “io ricordo che a mezzogiorno un quarto, e mezzo, stavo mettendo fuori il buffet e arrivava la gente parlando di una ragazza che era stata trovata morta, poi nel pomeriggio si cominciò a parlare di omicidio”. E infine: “Questa storia di ricordarmi del fatto che a mezzogiorno e mezzo circolava già la notizia me l’ha fatta venire in mente l’avvocato Lovati, quando ha detto in alcune interviste che lui a mezzogiorno già sapeva questa storia”.
La donna sarebbe pronta a ripetere la stessa versione ai magistrati pavesi, che hanno già richiesto il rinvio a giudizio di Sempio. Ma intanto la testimonianza suggestiva rinforza la versione di Lovati, collegato in diretta e galvanizzato dalla situazione. “Queste parole rafforzano il mio ricordo di quel giorno”, ha precisato il penalista, ripercorrendo i momenti in cui sarebbe circolata la notizia. “Io scesi dal mio studio, che si trovava proprio sopra la fiera. Era il secondo lunedì del mese, il mio compleanno, e fra le bancarelle strisciava questa notizia. C’è poco da fare. Io sarò sceso verso le 11:30, mezzogiorno, non dopo. Al pomeriggio non avrei più avuto motivo di andare alle bancarelle, perché stavano già smontando”.
