Il ministero della Giustizia è pronto ad inviare ispettori alla procura di Venezia. Sul femminicidio di Tania Terrin, uccisa dall’ex dopo che la 39enne l’aveva denunciato, si vuole «capire cosa non abbia funzionato», ha detto all’Ansa il sottosegretario Alberto Balboni aggiungendo: «È una sconfitta per lo Stato». Una valutazione necessaria, dopo la ricostruzione di quel drammatico Ferragosto e qualche dubbio sulle misure adottate nei mesi scorsi. Dino Keber, 42 anni, si era precipitato dalla Riviera Romagnola alla casa della donna nel Veneziano. Lì l’ha uccisa, strangolandola come aveva già tentato di fare ad aprile. Poi si è impiccato in casa sua usando quel cappio che tante volte le aveva sventolato in faccia dicendole «mi uccido».
Ma c’era appunto stato un precedente, il 19 aprile scorso. Tre giorni dopo Tania racconta ai carabinieri che l’uomo le aveva messo le mani al collo e aveva perso conoscenza.
Era stato lui a portarla al pronto soccorso, dove i medici l’avevano congedata con due giorni di prognosi. Dopo quella denuncia e altre segnalazioni, a giugno era arrivato l’ammonimento della Questura: «Il soggetto ha una propensione alla violenza di genere». Dopo aver valutato che Keber era stato denunciato altre tre volte da altrettante ex fidanzate (ma poi le denunce erano sempre state ritirate), sotto casa di Tania era stata attivata anche la vigilanza dei carabinieri. Ma l’autorità giudiziaria non aveva mai imposto all’uomo la misura del braccialetto elettronico. Eppure c’erano segni evidenti: le tre denunce di violenze nel 2002, nel 2010 e nel 2021. Poi i fatti riferiti da Tania in una nuova querela: non solo quelli di aprile ma anche l’aggressione avvenuta nel dicembre precedente quando la prese a schiaffi e pugni e uno di questi la colpì a un orecchio. Il 42enne era stato seguito quattro anni prima da un centro di salute mentale, ma si era presentato solo a due o tre sedute. Non aveva mai fatto terapia né preso medicine e abusava di alcolici. Elementi diffusi su un soggetto con «una propensione alla violenza di genere» che saranno con ogni probabilità valutati dal dicastero guidato da Carlo Nordio in relazione alle misure adottate nel tempo.
Intanto domani si terrà l’autopsia sul corpo di Tania: l’incarico è stato conferito dal sostituto procuratore di Venezia Stefano Strino al professor Claudio Terranova, dell’Università di Padova. Nel 2024 lo stesso Terranova condusse anche l’esame autoptico su Giada Zanola, la donna gettata dall’ex compagno Andrea Favero da un cavalcavia sull’A4. Come Tania era originaria di Vigonovo, lo stesso paese in cui viveva Giulia Cecchettin, uccisa nel 2023 da Filippo Turetta. Antonio Borrelli.
