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Cronaca nera

Tony Boy e l’arresto in diretta: in casa droga e una pistola illegale

Il rapper si fa beffe della polizia sui social durante la perquisizione. A marzo un altro fermo per Baby Gang, condannato insieme a Simba La Rue. Nel 2023 la sparatoria tra Rondodasosa e Shiva

Tony boy arresto

Tony Boy, all’anagrafe Antonio Hueber, 26 anni, padovano, un milione di follower su Instagram, è stato arrestato dagli agenti dell’Upgsp (Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) della questura, sabato a casa sua aMilano, in piazza Edoardo Ferravilla, una zona residenziale alla periferia est della città che sembra un piccolo villaggio di villette art déco. Il che è già il dettaglio più delizioso della vicenda. Non un vicolo, non un parcheggio sotterraneo, non un blitz all’alba in qualche periferia romanzata dai suoi stessi testi. Casa sua, con la sua droga e la sua pistola con matricola abrasa in bella vista, mentre lui, va detto, filmava tutto per condividerlo sui social. Perché il vero problema, per certa musica trap del 2026, non è avere in salotto cocaina, hashish, marijuana e una cinquantina di munizioni. Il problema sarebbe non documentarlo.

La dinamica, per chi non masticasse il genere, è quella collaudata. Un controllo di routine, un amico con precedenti in macchina, una bustina di cocaina trovata sul sedile posteriore, e la perquisizione in casa che tira fuori il resto dell’inventario. Tra gli agenti che intimano di spegnere il telefono e Tony Boy che replica con la disinvoltura di chi ha già capito che la narrazione conta più della sostanza, letteralmente: «Queste persone sono in casa mia senza mandato», dice in diretta, mentre attorno a lui sfilano cinofili e verbali. E lui finisce in stato di arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e possesso di armi clandestine, mentre l’amico se l’è cavata con una denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.

Il punto, però, non è tanto Tony Boy in sé, quanto il fatto che la sua vicenda si inserisca perfettamente in un filone che a Milano è ormai un genere giornalistico a parte tanto quanto lo è musicale. Basta scorrere gli ultimi mesi, anzi gli ultimi anni. Baby Gang, al secolo Zaccaria Mouhib, è ormai un caso di scuola, il decano della categoria: primo arresto minorenne nel 2016 per un’aggressione a un poliziotto, poi una rapina amano armata in treno, poi il coinvolgimento nella sparatoria di corso Como del 2022 insieme a Simba La Rue, con condanna definitiva. E ancora, nel marzo scorso, un nuovo arresto per possesso di una pistola clandestina con matricola abrasa, a pochi giorni da una condanna a due anni e otto mesi per lo stesso tipo di reato. La giudice, nella motivazioni, ha parlato di «assoluta indifferenza ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria»: difficile trovare una sintesi più efficace di un’intera carriera, dentro e fuori dagli studi di registrazione.

A fianco di Tony Boy, nella cronaca se non nei successi musicali, c’è appunto Simba La Rue, condannato insieme a lui per la sparatoria di corso Como contro alcuni ragazzi senegalesi gambizzati, un episodio che aMilano ha lasciato il segno più di una qualunque hit estiva. E poi c’è Shiva, il 26enne Andrea Arrigoni, arrestato nel 2023 per tentato omicidio dopo aver sparato a due uomini legati alla crew rivale di Rondodasosa, in un dissing musicale degenerato in cinque colpi di pistola davanti alla sede della sua etichetta discografica: condannato in primo grado a sei anni e mezzo, oggi libero con obbligo di firma ecapace nel frattempo di pubblicare dal carcere un singolo intitolato, senza un filo di ironia involontaria, «First Day Out».

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