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Cronaca nera

Torino, rissa con machete: due feriti gravi e uno ha perso un dito

Nella notte è scoppiata l’ennesima rissa nei giardini Madre Teresa di Calcutta a Torino

Machete

A Torino i fatti di sangue sono all’ordine del giorno. Nella notte è scoppiata l’ennesima rissa nei giardini Madre Teresa di Calcutta, tra corso Vercelli, via Carmagnola, corso Giulio Cesare e corso Emilia, nel quartiere Aurora. Il bilancio è di due uomini trasferiti in ospedale con ferite da machete: le loro condizioni sono state definite “gravi” dai sanitari, anche perché uno di loro ha subito alcune ferite alla testa e al torace. Una terza persona sarebbe rimasta ferita ma non è stato necessario procedere con il ricovero.

Ignote al momento le cause della rissa che ha svegliato il quartiere. I Carabinieri hanno trovato il manico di un machete senza la sua lama davanti alla circoscrizione cittadina ma i rilievi sono ancora in corso, anche perché dev’essere appurata la dinamica dei fatti e individuate tutte le persone che hanno preso parte alla rissa. Nella zona sono ancora ben visibili le macchie di sangue sull’asfalto, fotografate dai residenti che sono ormai esasperati per la deriva assunta dal quartiere e per il degrado sempre più grave dei quadranti periferici della città. Durante i rilievi è stato perfino trovato un dito amputato, probabilmente tranciato durante la disfida coi machete, ma non è chiaro se appartenga a uno di quelli ricoverati o a un altro soggetto non ancora identificato.

“C’è stato anche un fuggi fuggi, è stata una rissa molto pesante e i residenti sono stati svegliati dalle urla. Va bene inaugurare via Roma, ma esistono anche quartieri come il nostro che vivono situazioni inaccettabili. È sempre uguale, non cambia nulla e anzi la violenza che c’è sta aumentando di giorno in giorno”, ha spiegato racconta Patrizia Alessi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 7. “Da noi si vive quotidianamente una violenza latente che in un attimo scoppia e non sai a chi dire grazie. L’amministrazione comunale e il sindaco possono fare delle cose, iniziando magari da controllare dove vivono queste persone, quali sono i contratti di affitto. Questa non è integrazione, è una schifezza. Su quel giardino si sono spesi 500mila euro. Ma come si fa a scendere lì sotto? Io non le vedo le famiglie con bambini”, ha aggiunto, facendosi portavoce di un quartiere particolarmente popoloso di Torino.

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