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A Tito

Potenza, 57enne trovata morta in casa. Confessa il figlio: “L’ho uccisa io”

Dopo un lungo interrogatorio, Giampiero Santamaria, di 31 anni, seguito dal Centro di Igiene Mentale di Potenza, ha ammesso l’omicidio. Entrambi erano seguiti dai servizi sociali

Carabinieri all'esterno dell'abitazione dove una donna di 57 anni (Ansa)

Maria Vittoria Carbone, 57 anni residente a Tito, comune alle porte di Potenza, è stata trovata morta nella tarda serata di ieri all’interno della propria abitazione. La donna aveva traumi al volto. Nel pomeriggio del 21 agosto, dopo un lungo interrogatorio, il figlio, Giampiero Santamaria, ha confessato di averla uccisa. È seguito dal Centro di Igiene mentale.

Il trauma al volto e i soccorsi inutili

L’allarme è scattato poco prima della mezzanotte, quando il marito e il figlio della vittima, presenti in casa al momento dei fatti, hanno lanciato la chiamata di soccorso al 118. Giunta sul posto, l’équipe sanitaria ha trovato la donna in condizioni disperate: sul volto presentava un trauma di particolare gravità. Nonostante il tentativo di rianimazione, i sanitari non sono riusciti a salvarla.

Si indaga per omicidio

La svolta nelle ultime ore: i carabinieri, coordinati dalla procura di Potenza, hanno aperto un fascicolo per omicidio. Dopo un lunghissimo interrogatorio, al quale ha partecipato anche il Procuratore della Repubblica, Camillo Falvo, l’uomo ha confessato. La donna, anche lei seguita dai servizi sociali, era in visita a casa del figlio, in un appartamento adiacente a quello del padre ed ex marito, dove ci sarebbe stata una violenta discussione.

Una comunità sotto choc

Gli investigatori hanno raccolto le testimonianze dei familiari della vittima, marito e figlio compresi, per chiarire la dinamica di quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. La comunità di Tito, poco più di quattromila abitanti alle porte del capoluogo lucano, resta scossa dalla vicenda, che nel giro di poche ore è passata da “morte da chiarire” a indagine per omicidio.

Le prossime tappe dell’inchiesta

Si attende ora il conferimento dell’incarico per l’autopsia, che dovrebbe stabilire con certezza la natura e l’origine del trauma facciale.

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