Fiori e candele per ricordare Lorena: così ieri sera Firenze ha ricordato la 46enne pugliese vittima dell’omicidio-suicidio di giovedì scorso, un pomeriggio di follia che ha visto la donna picchiata, rapita e gettata nel vuoto dall’ex compagno Federico Vella, a sua volta suicidatosi dopo una lunga trattativa con la polizia. Una fiaccolata composta, quella promossa dalla sindaca Sara Funaro, cui a partire dalle 21 hanno partecipato centinaia di persone: amici e conoscenti di Lorena, ma anche istituzioni, associazioni e privati cittadini, tutti raccolti nella via dove Lorena viveva, all’angolo tra via Panciatichi e via Antognoli, nel quartiere fiorentino di Rifredi. «Il femminicidio di Lorena Isceri - ha detto Funaro - è una tragedia che ha scosso l’intera città: non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L’ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne».
Sul fronte investigativo gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire ogni frammento di quanto avvenuto giovedì. Ad esempio, sembra ormai acclarata la premeditazione, poiché la mattina stessa Vella aveva acquistato in un supermercato le forbici e le fascette usate per intrappolare Lorena nel bagagliaio dell’auto e portarla fino al viadotto Lora dell’Autosole, a Barberino di Mugello. Resta invece da capire - sarà l’autopsia, prevista per oggi, a sciogliere le riserve - se l’uomo avesse assunto psicofarmaci e la donna sia stata gettata nel vuoto quando era ancora viva, o se sia morta in quel bagagliaio da cui ha comunicato per 20 minuti con gli operatori del 112 nella speranza di farsi geolocalizzare. Proprio da quella telefonata è emerso un dettaglio: in un disperato tentativo di far cambiare idea al suo ex compagno, Lorena gli ha detto di amarlo e che sarebbero tornati insieme. È quanto contenuto nella registrazione della chiamata: gli operatori hanno ascoltato lo scambio di battute tra Federico e Lorena, avvenuto dopo 8 minuti al telefono. Secondo quanto ricostruito, infatti, all’improvviso Vella ha arrestato la macchina, ha aperto il cofano e parlato con la donna. Il poliziotto all’altro capo è rimasto ad ascoltare in silenzio: «Federico, ma cosa fai? Io ti amo, non ti preoccupare, torniamo assieme». Poi il cofano si richiude e il Suv riprende la sua tragica corsa fino al cavalcavia.
