Usl Umbria, 100mila euro ai migranti: "E i disabili senza assistenza"

L'Usl Umbria approva un comitato tecnico scientifico per migliorare la tutela degli immigrati. L'attacco di FdI: "Assurdo: non riusciamo a garantire assistenza ai disabili"

Usl Umbria, 100mila euro ai migranti: "E i disabili senza assistenza"

Ben 123mila euro, di cui 61 da contributo dell'Unione Europea, 48mila dal Ministero e 13 mila di cofinanziamento dell'Usl per "migliorare la risposta delle Asl italiane alla necessità di tutela e salute dei migranti e dei richiedenti asilo". Così in Umbria, l'Usl 1 ha dato il via al Comitato Tecnico scientifico del Profetto Migrantes.

Il progetto per i migranti

Di cosa si tratta? Di un pool di esperti della Regione Umbria, dell'Università degli Studi di Perugia, dell'Anci, di Federsanità e dei medici degli ospedali per far sì che tutte le realtà coinvolte nella gestione dei migranti possano adeguare al meglio i loro servizi per assistere e integrare gli immigrati, richiedenti asilo o rifugiati che siano. Come scrive Umbria Journal, il progetto deve sviluppare "specifici e coerenti programmi di assistenza, trattamento e riabilitazione anche di lunga durata" per generare "risposte efficaci ai bisogni di salute dei migranti" anche "attraverso attività di formazione, rivolto in particolare ai rischi psicopatologici".

La reazione di Fratelli d'Italia

La delibera del Direttore Generale della Usl Umbria 1, Andrea Casciari, ha provocato la dura reazione di Fratelli d'Italia. Su Facebook Marco Squarta, consigliere regionale, ha criticato aspramente la decisione di dedicare (ulteriori) risorse ai migranti. "Ascoltate la nuova assurdità - ha scritto - Mentre non riusciamo a garantire un'assistenza adeguata ai disabili, ai non autosufficienti, ai malati di sla, ai ragazzi autistici e chi più ne ha più ne metta sapete cosa si insedia alla USL Umbria 1?? Un comitato tecnico-scientifico per il Progetto Migrants per la salute e la tutela dei rifugiati! Un vero e proprio insulto a tutte quei malati e loro familiari della nostra Regione che pregano per esempio per avere un'assistenza domiciliare o che sono costretti ad indebitarsi per pagare determinate cure mediche (e potrei con gli esempi continuare all'infinito)".

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