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Cronaca nera

Le facevano arrivare in Italia e prostituire in centri benessere

Un 58enne gestiva con la compagna marocchina locali con prestazioni sessuali offerte come “trattamenti olistici”

I reati L'organizzazione dovrà rispondere anche di associazione per delinquere

Una strada tranquilla di Città Studi, un centro «Benessere e Salute» dietro piazza Piemonte, un laboratorio in viale Legioni Romane: arcipelago di location per il mestiere (si dice) più antico del mondo. A gestire tutto, nella banda sgominata ieri da Polizia di Stato e Guardia di finanza, un comasco di 58 anni che le testimoni descrivono così: «uno con la barba bianca, calvo e vestito in modo bizzarro». Si chiama Lorenzo Poli e da ieri è in carcere per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione: come pure la sua giovane donna, Boutaina Karafi, 35 anni, marocchina, con cui divideva la gestione del business ma non - come si vedrà oltre - la filosofia del mestiere. Insieme a loro finiscono in cella, su ordine del giudice Rosanna Mongiardo, tre complici, tra cui l’addetto a «testare» le nuove ragazze. Altri due complici di secondo piano finiscono ai domiciliari.

In contanti, pagamento anticipato. Il flusso costante di uomini di tutte le età che sfilavano nei locali della banda conosceva le regole e i prezzi. Cento euro per 40 minuti, 140 per l’ora completa. Sapevano bene cosa chiedere, perché sui siti come Tantralux i servizi di Poli erano pubblicati e recensiti. Ma tutto si svolgeva all’interno di una ipocrisia di facciata, col cliente che all’ingresso si sentiva proporre «trattamento corpo». Poi si saliva in camera e la porta si chiudeva. A prostituirsi, giovani donne, quasi tutte straniere, aiutate da Poli e dalla banda anche ad aggirare le norme sull’immigrazione. Le intercettazioni non raccontano un clima di sopraffazione o sofferenza, le ragazze danno l’arrivederci con i bacini. Una volta Poli racconta così le ambascie di una delle meno giovani. «Lei si preoccupa io sono una donna matura con le mie rotondità... Io l’ho conosciuta tanti anni fa, poi dal mio punto di vista è molto seria e professionale, se riesce a fare due clienti al giorno è contenta».

Ma il reato resta, ed è abietto. Perché poi i soldi finivano nelle buste che Poli e la sua donna passavano a ritirare. Della gravità della cosa il maturo comasco appare del tutto consapevole, la sua compagna meno. Le microspie colgono un dialogo inequivocabile: «Tu fai la pappona, guadagni su di loro». «Tu può essere, io non so, io non ho mai detto a una cosa deve fare qui dentro, non mi interessa, li può entrare e fare solo massaggi». Lui: «Non capisco perché ti dà fastidio questa cosa». Lei: «Può essere che la ragazza fa una s...e un massaggio completo». «È sempre una prestazione sessuale, non vuoi ammettere la realtà dei fatti. Il nostro reato è sfruttamento della prostituzione. Ti senti peccatrice verso di loro? O verso Dio?».

Però anche lui, Poli, in fondo pensava che almeno in parte le prestazioni potessero sfuggire al codice penale, in nome della salute olistica. «La s... non è reato, fa parte della parte olistica. In via Elba volevo fare Benessere e Salute-centro olistico perché nella parte olistica è compreso il trattamento you and me con mutandina di carta». Sono arrivate prima le manette.

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