Calderoli sfida Conte: "Domenica a Messa... Provi pure a fermarmi"

Il senatore sfida il premier e rivendica il suo essere cristiano cattolico praticante. Domenica parteciperà alla santa Messa

Calderoli sfida Conte: "Domenica a Messa... Provi pure a fermarmi"

Il senatore Roberto Calderoli non intende rinunciare al diritto di andare a messa. In un certo senso ha sfidato il premier Giuseppe Conte quando ha affermato di essere un cattolico cristiano praticante e, proprio in base a questo, di non voler rinunciare alla funzione domenicale. A costo di andare contro al presidente del Consiglio che, se vorrà fermarlo, dovrà andare lui stesso a bloccarlo.

Calderoli sfida Conte

Il vicepresidente del Senato ha spiegato: “Io sono un cattolico cristiano e praticante. Ogni settimana vado a pregare sulla tomba dei miei cari e ogni domenica o festa comandata vado alla santa Messa e, quando ne sento il bisogno, vado in chiesa a pregare. Il fatto che uno Stato o il suo Governo mi impedisca di farlo mi fa andare fuori di testa. Il combinato disposto degli articoli 7, 8 e 19 della Costituzione rendono nulli gli atti del Governo e io domenica a Messa ci andrò. Venga il signor Conte a fermarmi se vuole..."

Anche la ministra renziana Teresa Bellanova aveva difeso la libertà di culto, domandando perché i musei potessero riaprire, mentre le chiese no. Bloccare le messe per la ministra è stato un grave errore, soprattutto in questo momento drammatico. In effetti, per chi è credente, è proprio nelle situazioni difficili che si ha bisogno del sostegno della propria fede. Pregare in casa o assistere alla messa attraverso la televisione non è la stessa cosa. Forse è proprio questo concetto che Calderoli attraverso la sua provocazione vuole sottolineare.

Il parere degli scienziati

In seguito alla polemica tra la Cei e il governo, è dovuto intervenire anche papa Francesco che ha cercato di placare gli animi. Bergoglio, durante la messa a Santa Marta, ha chiesto di obbedire alle disposizioni governative per evitare un nuovo pericoloso aumento dei contagi. Adesso sembra che il governo abbia deciso di rivedere la sua decisione, così da permettere la celebrazione delle funzioni religiose in massima sicurezza.

Alla base della scelta iniziale di Conte vi è probabilmente il parere negativo dei virologi che vedono nelle chiese affollate un luogo molto pericoloso dove il virus può circolare liberamente. Sembra ormai certo che governo e Cei stiano cercando insieme di lavorare a una soluzione che possa mettere d’accordo entrambe le parti. Molte le possibili restrizioni che possono essere attuate per evitare il rischio di contagio tra i fedeli.

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