Coronavirus,Burioni frena: "Presto per cantare vittoria"

A detta del virologo Roberto Burioni è ancora presto per cantare vittoria. L'Oms: "In Italia il conteggio dei casi si sta stabilizzando"

Cala il numero di contagi, crescono i guariti e diminuiscono anche gli accessi dei pazienti in terapia intensiva: che il nuovo coronavirus abbia finalmente concesso una tregua all'Italia? A detta di Roberto Burioni è ancora presto per cantare vittoria.

Il virologo ha richiamato tutti alla calma, e lo ha fatto con un paio di annotazioni sui dati sulla diffusione del Covid-19 diramati oggi dalla Protezione civile: "1) attenti all' 'effetto domenica', i laboratori non lavorano a pieno regime 2) il dato rilevante è il calo dei ricoveri e delle ammissioni in terapia intensiva".

In altre parole, sottolinea Burioni, le cifre del lunedì possono essere minori rispetto a quelle degli altri giorni perché cadono nel primo giorno lavorativo post week end, cioè quando i laboratori lavorano a un ritmo meno sostenuto.

Dando uno sguardo ai dati diffusi da Youtrend, notiamo come tutti i lunedì del mese di marzo abbiano sempre segnato una diminuzione (o un contenimento) dei casi, se confrontati con i giorni precedenti. Solitamente, nei bollettini immediatamente successivi si è poi registrato un aumento dei contagi.

Se il dimezzamento dei contagi odierno (siamo passati in 24 ore da +3815 infetti a +1590) non deve ingannare i cittadini, c'è un altro valore per il quale vale la pena esultare con cautela. Si tratta del calo dei ricoveri, sia ospedalieri che in terapia intensiva. Questo dato, come ha detto anche Burioni, è molto importante.

Eppure, occhio a non farsi ingannare dalle statistiche. È possibile infatti che una contrazione del genere possa essere collegata a un elevato numero di persone che sfuggono dai controlli ufficiali. Insomma, la battaglia è ancora lunga e il nuovo coronavirus non è affatto sconfitto.

Senza passi affrettati – ha aggiunto Burioni su Twitter - dobbiamo cominciare a pensare al futuro. La scienza può dire che servono mascherine, test a tappeto, tracciamento dei contatti e cercare nuove cure. Farci trovare preparati alla ripresa spetta però alla politica e non alla scienza”.

Il commento dell'Oms

Notizie che fanno ben sperare arrivano anche da Ginevra, dove nel consueto briefing dedicato all'emergenza provocata dal nuovo coronavirus, l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha parlato, tra l'altro, anche dell'Italia.

In particolare, secondo l'Oms, il conteggio dei casi in Italia e Spagna si sta potenzialmente stabilizzando, ma non è tempo di allentare le misure contro la pandemia di Covid-19. Anzi: “Serve raddoppiare gli sforzi dei sistemi sanitari e focalizzarci su come spingere in basso il numero fino ad azzerarlo”.

"Se si pensa che il lockdown in Italia è in vigore da 2-3 settimane – ha specificato Michael Ryan, direttore per le emergenze all'Oms – a diversi livelli, e se ci basiamo sull'esperienza di quanto avvenuto in Cina e non per forza su modelli matematici, dovremmo iniziare a vedere una stabilizzazione" dei nuovi casi di contagio, "perché quello che osserviamo adesso è il risultato dell'esposizione al virus avvenuta due settimane fa".

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