di No, non si può morire di reality. Noi, per fortuna, siamo ancora in tempo a fermarci. A fare un passo indietro. Il parossismo da fiction «celodurista» è un piano inclinato che non può scivolare fino al cimitero. Quella di ieri in Francia è stata una tragedia vera. Figlia però di una fiction esasperata che deve essere un monito per tutti. Per quelli che la televisione la fanno. E per quelli che la televisione la vedono. I dieci morti di Dropped sono lì a dimostrare che, in nome dell'audience, i «concorrenti» non possono essere lasciati cadere «nel vuoto». To drop , in inglese, significa infatti «lasciare», «abbandonare», «far precipitare». Verbi che, se declinati in una dimensione ludica, possono anche essere accettati. Ma che se diventano portatori di lutti, vanno rispediti al mittente. I tre campioni dello sport (la velista Florence Arthaud, la nuotatrice Camille Muffat e il pugile Alexis Vastine) sono i primi tre caduti sull'altare catodico di un «laboratorio» che piace molto in televisione: allevare in vitro finti «sopravvissuti» in un contesto naturale avverso. Nemico. Un'escalation di eccessi che sfidano clima, ambiente, insetti, fame, sete. Un ritorno a una sorta di primitivismo antropologico che fa a pugni con la modernità della tecnologia televisiva. La realtà, costretta a fare i conti con la finzione. Gli amanti del genere reality-fiction sono affascinati da quelle che gli psicanalisti definiscono «sindrome riflessiva parossistica»: cioè il pubblico si immedesima nei concorrenti, ma soprattutto nelle loro dinamiche relazionali. Gelosie, vendette, invidie, alleanze, solidarietà (poca), flirt (tanti): tutto scorre sul video, ma viene magicamente introiettato da chi segue il programma stravaccato sul divano di casa. La spiaggia esotica diventa il bagnasciuga del tappeto del soggiorno. E viceversa. Ma il destino (esattamente come l'auditel) non ci sta ad essere preso per i fondelli. E allora può capitare che si vendichi. Crudelmente. Non c'è da scherzare sui morti. Un fiore per le vittime dell' Isola dei famosi francese.
E per i «colleghi» dei reality nostrani? Finora per loro solo problemi di dimagrimento da Guinness. Crisi isteriche. Risse. Ma non mancano segnali inquietanti. Nei giorni scorsi durante un reality una concorrente si è accasciata sulla sabbia priva di sensi. Sembrava morta. Poi si è ripresa.Ecco perché non si può morire di reality
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