Le 90mila bottiglie, la villa, il compleanno di Sgarbi: Andrea Crisanti si racconta

Il microbiologo tra la passione per il vino e il compleanno di Sgarbi: “Corteggiato da qualche donna? Mi hanno chiesto parecchi selfie”

Le 90mila bottiglie, la villa, il compleanno di Sgarbi: Andrea Crisanti si racconta

Dal legame con Vittorio Sgarbi alla cantina da 90mila bottiglie di vino pregiato. Grande protagonista della comunicazione scientifica sulla pandemia da Covid-19, Andrea Crisanti ha rivelato qualche dettaglio stuzzicante del suo privato. Intervenuto ai microfoni di Un giorno da pecora, il microbiologo ha parlato della recente festa per i 70 anni del critico d’arte, un’amicizia nata qualche tempo fa e coltivata nel corso degli ultimi mesi.

“È stato divertente, c’erano molte persone interessanti”, ha spiegato Crisanti. Ormai volto noto del piccolo schermo, il professore dell’Università di Padova ha negato qualsiasi tentato corteggiamento da parte delle donne presenti al party: “Qualche bella ragazza c’era, ma io sono un vecchietto, ho chiacchierato un po’ e basta”. Ma non solo: “Mi hanno chiesto parecchie selfie devo dire, io li ho fatti ovviamente senza mascherina”.

Tornando al suo rapporto con Sgarbi, Crisanti ha rivelato di aver regalato al critico d’arte due bottiglie di vino Pinot Riserva del 1993: “Molto buono, fa parte della cantina di 90mila bottiglie che ho acquistato insieme alla villa d’epoca”. Il riferimento è alla nuova dimora del microbiologo in provincia di Vicenza che ha visitato due giorni fa lo stesso Sgarbi, il quale ha consigliato “di lasciarla più simile possibile a com’è attualmente, in particolar modo per quel che riguarda la facciata principale”.

Non sono mancate le polemiche sull’acquisto della dimora cinquecentesta. Crisanti, infatti, è finito nel mirino di alcuni utenti del popolo della rete. L’accusa? La pandemia avrebbe arricchito lo scienziato, consentendogli di aggiungere un’ulteriore proprietà al patrimonio immobiliare. Critiche e stoccate che non sono passate inosservate al professore dell’Università di Padova: “In questa fase, esiste anche una componente psicologica che porta a uno spirito di rivalsa verso chi ha avuto un’immagine pubblica per via di una tragedia enorme [...] Non sono un divo, non vivo nel lusso e negli ori. Sfido chiunque a dimostrare che io ci abbia guadagnato un eurole sue parole al Corriere - In televisione, ci sono andato sempre gratis. I compensi per le mie consulenze li ho sempre girati al mio dipartimento”.

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