San Diego, esplosione sulla Uss Bonhomme Richard: fuori uso nave della Marina

Ieri un incendio è scoppiato a bordo della nave da assalto anfibio americana Uss Bonhomme Richard mettendola fuori servizio

Ieri mattina, poco prima di mezzogiorno ora della costa orientale degli Stati Uniti, un incendio è scoppiato a bordo della nave da assalto anfibio Uss Bonhomme Richard (Lhd-6) mentre si trovava ormeggiata in banchina nel porto di San Diego.

L'unità della classe Wasp era in porto per dei normali lavori di manutenzione quando improvvisamente, a causa di un'esplosione registrata alle ore 11:30, è divampato un incendio che è subito apparso incontrollabile.

Sino ad ora non sono state riportate vittime: le 21 persone che hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere (17 marinai e 4 civili) non sono in pericolo di vita.

Nonostante gli sforzi profusi dal personale antincendio della Us Navy insieme a quello dei Vigili del Fuoco di San Diego coadiuvati da mezzi marittimi e da elicotteri che hanno sganciato per tutta la notte carichi di acqua sulla nave in fiamme, l'incendio è da considerarsi fuori controllo. Già alle 16 di ieri i due cacciatorpediniere classe Arleigh Burke (Uss Fitzgerald e Uss Russell) ormeggiati nei pressi della Bonhomme Richard sono stati frettolosamente spostati per evitare che fossero coinvolti nel disastro, mentre questa notte il calore delle fiamme ha provocato il parziale collasso delle sovrastrutture dell'unità da assalto anfibio.

In un video amatoriale si può notare, infatti, che parte dei tralicci che sostegnono le antenne radar e di comunicazione che si trovano sulla sovrastruttura del ponte di volo sono stati piegati dall'immenso calore sprigionato dalle fiamme.

Secondo il comandante dei Vigili del Fuoco di San Diego, Colin Stowell, la nave potrebbe bruciare per giorni "sino alla linea di galleggiamento", quindi è da considerarsi perduta.

Gli inquirenti, che si sono già attivati per cercare di determinare le cause del disastro, attualmente brancolano nel buio se pur abbiano individuato il punto di origine delle fiamme: sembra infatti che si siano sprigionate da forniture per ufficio e da altri oggetti che si trovavano nell'hangar sottostante il ponte di volo, dove vengono stipati i veicoli e gli aeromobili.

Fortunatamente a bordo, quando è scoppiato l'incendio, si trovavano solamente 160 uomini rispetto ai mille del suo equipaggio e gli ordigni bellici erano già stati sbarcati, fattore che ha scongiurato una catastrofica esplosione con il possibile interessamento delle unità vicine e della stessa banchina del porto.

Il contrammiraglio Philip Sobeck, comandante del Expeditionary Strike Group 3 di cui fa parte la Bonhomme Richard, ha riferito in una conferenza stampa che "ci assicureremo assolutamente che (l'unità) salperà di nuovo, ma non ne siamo sicuri" aggiungendo "probabilmente impareremo molto da questo incidente".

Nonostante l'ottimismo del contrammiraglio, però, l'incendio a bordo continua fuori controllo ed è molto probabile che il calore sviluppato dalle fiamme renda inservibile la nave, provocandone la sua messa fuori servizio definitiva.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti
Ritratto di mvasconi

mvasconi

Lun, 13/07/2020 - 14:40

Curiosita': perche' si parla di ora della costa orientale USA quando San Diego si trova sulla costa pacifica (3 ora di differenza)?

Ritratto di HARIES

HARIES

Lun, 13/07/2020 - 16:13

Una cosa è certa... miliardi in fumo!!! Gli stessi soldi potevano essere spesi in generi alimentari a lunga scadenza. Avremmo sfamato migliaia di persone.

Gio56

Lun, 13/07/2020 - 16:30

HARIES,avrebbero loro,sfamato,non avremmo, e poi perchè non i miliardi di dollari buttati per vedere se su marte c'è acqua? oppure per i milioni per studi inutili?