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Cronache

Le proteste “abbattono” Carrefour. La catena perde il 14% per colpa dei saccheggi

La società stima che le violenze e i saccheggi dello scorso fine settimana, abbiano interessato una cinquantina di punti vendita, e peseranno sul risultato operativo corrente per un importo compreso tra 80 e 200 milioni di euro nell’anno in corso

devastazione carrefour

Le proteste dei gilet gialli in Francia abbattono Carrefour. La catena di supermercati d’Oltralpe perde il 14% a 13,91 euro sulla revisione delle stime d’esercizio 2026 a seguito dei disordini sociali che si sono registrati nelle ultime settimane. Il gruppo prevede una minore crescita del risultato operativo, compresa tra 0 e 15 punti base conto i 25 punti precedentemente annunciati. Il risultato netto salirà nella parte bassa di una forchetta che va da 0 al 5%, mentre prima era stimata in progresso tra il 5 e il 9%. Sarà in “leggero ripiego” invece il flusso di cassa netto, a fronte di una “leggera crescita” prevista, mentre gli investimenti annuali scenderanno da 1,7 a 1,6 miliardi.

Pesante la reazione del titolo in Borsa a Parigi nonostante il rialzo del 2,7% dei ricavi registrati nel terzo trimestre a 22,7 miliardi di euro. Di questi, infatti, 11,9 miliardi sono stati realizzati proprio in Francia, teatro dei recenti scontri sociali. Secondo l’ad Alexandre Bompard il gruppo sta affrontando una “situazione inedita in Francia. L’incertezza sulla dinamica dei consumi e sulle condizioni di apertura dei nostri punti vendita - spiega - è elevata. Entriamo in un periodo critico per il commercio a fine anno e questa situazione pesa in modo significativo sui già fragili consumi dovuti al rialzo dei costi dell’energia e contagio l’attività dei nostri magazzini”.

Nel dettaglio, la società stima che le violenze e i saccheggi dello scorso fine settimana, abbiano interessato una cinquantina di punti vendita, e peseranno sul risultato operativo corrente per un importo compreso tra 80 e 200 milioni di euro nell’anno in corso. “È un messaggio che non avrei voluto trasmettere, ma, per senso di responsabilità, devo dire la verità su ciò che vedo”, ha dichiarato Bompard, ai microfoni di France Inter. Carrefour è il primo rivenditore a rendere noto l’impatto finanziario delle rivolte, ed è probabilmente uno dei più colpiti, data la presenza capillare dei suoi punti vendita nei centri urbani e nelle periferie di Parigi e di altre città.

Ulteriori prove dell’impatto sulle attività commerciali potrebbero emergere questa settimana, con la pubblicazione dei dati di vendita da parte del rivenditore Fnac Darty e dei gruppi del lusso Hermes International e Kering.

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