L'impegno dei nostri soldati non si ferma di fronte al coronavirus

Le nostre Forze Armate sono in prima linea nell'emergenza Coronavirus. Ecco come i nostri uomini e le nostre donne in divisa si mettono al servizio del "Sistema Paese" per consentire all'Italia di sconfiggere il virus.

Non un passo indietro per i nostri uomini e le nostre donne in divise. Schierati in prima linea per contrastare questo nemico invisibile quanto pericoloso: il virus Covid-19.

L’impegno dell’Esercito Italiano su tutto il territorio nazionale non si ferma di fronte a nulla, nemmeno all'epidemia di Covid-19. Le nostre Forze Armate sono impegnate in prima linea per consentire alle Istituzioni di procedere in questo delicato momento che necessità il contenimento e il contrasto del coronavirus. Ovunque, da nord a sud, uomini, donne, mezzi e infrastrutture mettono a disposizione professionalità, fermezza e spirito di sacrificio per sconfiggere questo "nemico" pericoloso mettendo le loro vita al servizio del “Sistema Paese”.

Il Comando Logistico dell’Esercito, attraverso una "pronta ed efficace azione di coordinamento di diversi esset", ha reso possibile il soggiorno dei nostri connazionali rientrati dalla Cina - attraverso un volo speciale operato dall'Aeronautica Militare - presso le infrastrutture del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito del policlinico militare del Celio. Struttura che sono state "adeguatamente allestite per ospitare diversi nuclei familiari" e garantire il periodo di quarantena necessario ad assicurarsi che nessuno fosse stato contagiato quando lo spettro della Pandemia (dichiarata dall’Oms poche ore fa) era ancora distante. Nel complicarsi di questa crisi mondiale, il ruolo delle nostre Forze Armate si è reso sempre più fondamentale per consentire al "Sistema Paese" di funzionare in sicurezza. Oggi infatti, "l’impegno della Forza Armata risulta molto più articolato e diversificato". Essenziale è lo sforzo del personale sanitario militare: più di 60 unità tra medici e infermieri di ogni ordine e grado sono stati inviati "negli ospedali di Lodi, Alzano Lombardo e presso il Centro Ospedaliero Militare di Milano" quale ausilio importante che mira a ridurre il carico di lavoro cui sono stati costretti i colleghi civili della Regione Lombardia. I primi ad essere travolti dall'ondata di contagi che si lotta per contenere, con i primi risultati positivi.

A questo si aggiungono numerose infrastrutture militari e mezzi messe a disposizione in tutta la penisola: "un Ospedale da Campo e 5 ambulanze che garantiscono la disponibilità di circa 3.500 posti letto pronti per essere utilizzati in caso di necessità". E gli oltre 7.000 militari dell’Operazione Strade Sicure: uomini e donne attivi su tutto il territorio nazionale per sorvegliare siti e snodi sensibili; offrendo il loro supporto alle autorità prefettizie per: "il controllo del territorio e il rispetto delle misure di prevenzione emanate dal Governo" - in stretto coordinamento con le altre Forze di Polizia. In 36 prefetture, 72 Ufficiali di collegamento collaborano per coordinare azioni di pronta risposta in ogni evenienza; restano in contatto ogni tempo con le unità operative, logistiche e sanitarie dell’Esercito. Lo ha dimostrato il celere intervento di elicotteri militari, mezzi essenziali e capaci di fornire soccorso immediato di casi gravi. Un elicottero dell'Esercito è intervenuto per il trasporto urgente di personale sanitario da Torino ad Alessandria "al fine di rafforzare le capacità di rianimazione e chirurgia". Vengono segnalati in ultimo i circa 60 soldati provenienti dal Reggimento Genio Ferrovieri dell’EI che sono stati schierati per "garantire il traffico merci sulla rete ferroviaria". La somma di tutti questi sforzi rende cristallino come il costante e prezioso impegno dei nostri soldati sia parte essenziale del "Sistema Paese". Mostrando ancora una volta le Forze Armate pronte nell'affrontare qualsiasi sfida per la sicurezza interna ed esterna dell’Italia.

Toccante infatti il messaggio "ufficioso" che molti uomini e donne in divisa stanno divulgando sui loro canali social per esortare la popolazione a non lasciare le proprie abitazioni, e consentire loro di svolgere meglio la missione di contenimento: "Noi non possiamo. Voi restate a casa". Fa sentire al sicuro.

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