"Metà delle macchie di sangue sono false": nuovo studio sulla Sindone

Ricercatori italiani analizzano la Sindone: "A parte alcune verosimili, molte macchie di sangue sembrano più frutto di pennellate artistiche"

"Metà delle macchie di sangue sono false": nuovo studio sulla Sindone

"Le macchie di sangue sulla Sindone di Torino sono false. A parte quelle in corrispondenza delle mani, che possono essere verosimili, le altre sembrano più frutto di pennellate artistiche".

A dirlo è un nuovo studio sulla reliquia conservata a Torino condotto da Luigi Garlaschelli, chimico del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (Cicap) e Matteo Borrini, antropologo forense dell'Università di Liverpool, autori di uno studio pubblicato sul Journal of Forensic Sciences.

Garlaschelli da anni studia il mistero della Sindone, tanto che nel 2009 ne ha realizzato una copia perfetta ed è stato autore e cavia dell'esperimento. I due hanno ricostruito la formazione delle macchie sul sacro lenzuolo di lino utilizzando "tecniche alla Csi". "Grazie all'analisi degli schizzi di sangue, abbiamo dimostrato che la quasi totalità delle macchie sulla Sindone non sono compatibili con nessuna posizione di un corpo umano, nè crocifisso e nè supino nel sepolcro", dice Garlaschelli all'agenzia Agi, "Abbiamo fatto varie prove sia sul mio corpo che usando un manichino e non abbiamo alcun dubbio che le macchie somigliano più a pennellate che a colature vere di sangue".

"Una sacca di sangue è stata attaccata al mio braccio e attraverso una cannula abbiamo fatto colare del sangue sul dorso della mano", spiega ancora lo studioso, "Ho spostato il braccio mettendolo in diverse angolazioni, ed è emerso che, mentre le macchie in corrispondenza sul dorso della mano potrebbero essere verosimili (anche se sul lenzuolo di prova sono più chiare rispetto a quelle della Sindone), i rivoletti di sangue che sarebbero dovuti cadere dagli avambracci non dovrebbero risultare verticali rispetto alla testa come invece sono sul lenzuolo".

Dubbi anche sulle macchie in corrispondenza del torace e della regione lombare. "La prima nella Sindone è troppo grande per essere verosimile", assicure l'esperto, "Ancora più irrealistica è la seconda. Si riteneva che la cintura 'di sanguè nella regione lombare fosse dovuta al sangue fuoriuscito dalla ferita al costato dopo la morte, quando il corpo era sdraiato nel sepolcro. I nostri test su un manichino, invece, dimostrano che se fosse stato proprio così la macchia di sangue non dovrebbe trovarsi in corrispondenza dei reni. ma nella regione della scapola".

Insomma, "la Sindone è troppo bella per essere vera", conclude Garlaschelli.

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