"Mi fai schifo", l'indagata voleva il posto di Nada Cella?

Si continua a indagare sul rapporto tra Nada Cella, il suo datore di lavoro e una donna che pare fosse invaghita del professionista: ci sono due telefonate misteriose

"Mi fai schifo", l'indagata voleva il posto di Nada Cella?

Proseguono le indagini sull’omicidio di Nada Cella: il grande nodo è rappresentato dai rapporti tra la segretaria uccisa il 6 maggio 1996, il commercialista Marco Soracco per cui lavorava e una donna attualmente sotto indagine, Anna Lucia Cecere. L’ipotesi su cui gli inquirenti stanno lavorando è una presunta gelosia da parte di Cecere nei confronti di Nada, dato che l’indagata pare frequentasse Soracco. Il commercialista ha però sempre smentito che la donna avesse mire su di lui e che a propria volta lui non nutrisse interessi nei confronti della vittima.

Ma ci sono due strane telefonate al centro del mistero, lo ha raccontato lo stesso Soracco a “Quarto grado”. “La mia amica ha ricevuto la telefonata la sera del 6 maggio, se poteva dirmi che era disponibile per essere assunta”: in pratica una conoscente del professionista, poche ore dopo la morte di Nada, aveva ricevuto una telefonata da Cecere, che aveva espresso il desiderio di diventare la nuova segretaria del commercialista, dato che con l’assassinio di Nada il posto era vacante. “La mia amica ha buttato giù il telefono, poi me l’ha detto qualche giorno dopo. E ha detto: ‘È scema’”, ha aggiunto Soracco.

C’è poi una telefonata anonima verso l’ufficio di Soracco, che è stata intercettata dagli inquirenti, una chiamata partita da una cabina telefonica vicino a casa di Cecere. “Sono Anna - si può ascoltare - io non sono innamorata di te, anzi mi fai proprio schifo”. A chiamare è stata Anna Lucia Cecere?

Quel che appare certo è che l’ultimo periodo della vita di Nada non sia stato esattamente sereno. Alla segretaria era stata rubata l’auto, poi ritrovata sfasciata ad Albenga. Inoltre Nada voleva lasciare il lavoro, aveva preparato un curriculum sperando di andare a lavorare a Milano. Secondo le amiche, nel 1994, Soracco le avrebbe fatto la corte ma Nada lo avrebbe rifiutato e da quel momento l’uomo avrebbe cambiato atteggiamento nei suoi confronti. A questo si aggiunge il mistero dei fiori ricevuti dalla vittima, che aveva ipotizzato con la madre che il mittente di quel mazzo fosse proprio Soracco.

Chi è la testimone anonima

Le indagini si concentrano anche sulla testimone anonima che ha fatto diverse telefonate per raccontare di una donna con le mani sporche di sangue e in motorino la mattina in cui è morta Nada. Secondo il linguista Franco Bampi ascoltato da “Quarto grado”, la testimone “viene dal Levante cittadino, dalla zona di Chiavari”, ma non necessariamente da Chiavari. Bampi esclude si tratti di una suora, e pensa che si tratti invece di una donna nubile anche se non giovanissima. “Mi aspetto che un consacrato abbia un modo di parlare in cui si capisce che ha preso i voti”, ha concluso l’esperto.

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