Pescara, inferno nel carcere: stranieri appiccano fuoco e distruggono finestre

Un tunisino ha anche ingoiato piccoli pezzi di vetro e di ferro. Ira della polizia penitenziaria: "La situazione ora non è più sostenibile, siamo allo stremo delle forze"

La situazione designata all'interno del carcere di San Donato, a Pescara, non è affatto rassicurante: aggressioni, autolesionismo, proteste, risse e tentativi di incendio. A denunciare la lunga serie dei fatti è Sabino Petrongolo, il segretario regionale dell'Unione sindacale di polizia penitenziaria, che ha sottolineato come siano ormai peggiorate le condizioni lavorative degli agenti di polizia penitenziaria: sono già in organico ridotto e, come se non bastasse, sono chiamati a coprire mansioni straordinarie, tra cui l'accompagnamento dei detenuti al pronto soccorso e il relativo servizio di guardia. Sì, perché l'apposito reparto è chiuso a causa della carenza di personale: "I detenuti sono così ricoverati in vari reparti a seconda della loro diagnosi con un maggiore impiego di unità di polizia, e con evidenti rischi per la sicurezza pubblica".

Il recente caso ha visto protagonista un uomo italiano che, in segno di protesta, ha inchiodato il suo scroto allo sgabello in legno: è stato necessario il pronto intervento da parte del personale medico del 118, che ha provveduto a rimuovere il chiodo e ad effettuare tutte le cure del caso. Ma non si tratta di un caso estremo singolare: a dicembre due detenuti di nazionalità algerina hanno creato una rissa per poi appiccare fuoco al materasso nella camera: "In entrambi i casi il personale è intervenuto tempestivamente e con non poche fatiche è riuscito a ripristinare l’ordine e a tutelare l’incolumità dei detenuti, malgrado l’indisponibilità di adeguati dispositivi di protezione portava eroicamente in salvo i due detenuti incolumi".

"La situazione è critica"

Come riportato da Il Centro, pochi giorni fa un detenuto ha tentato di colpire un agente con un piede del tavolo. Un tunisino invece ha rotto la finestra della camera dove era stato rinchiuso e ha successivamento ingoiato piccoli pezzi di vetro e di ferro: è stato subito trasportato d'urgenza al pronto soccorso per sottoporsi agli accertamenti. Un altro tunisino infine, nel corso dell'ora di passeggio, è salito sopra il tetto della struttura.

Il segretario Uspp ha sollevato una realtà gravissima e preoccupante: "Il personale, allo stremo delle forze e per tale motivo in stato d’agitazione oramai da diverso tempo, continua però a non ricevere il benché minimo cenno di risposta e quindi di interesse da parte dell’amministrazione penitenziaria". La situazione, definita "di criticità", ha generato "un profondo malessere" negli agenti, quotidianamente alle prese con la "gestione dei detenuti con costante competenza ed umanità, serietà e coraggio". In tal modo vengono sottaciuti "i diritti spettanti, primi fra i quali il recupero psicofisico o una semplice pausa pranzo o cena che sia".

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Commenti

Giorgio5819

Ven, 17/01/2020 - 19:07

Solo sprangate a queste bestie.

venco

Ven, 17/01/2020 - 21:47

Sono italiani? no! e allora si tengono chiusi fin che chiedono di farsi mandare a casa.

kennedy99

Sab, 18/01/2020 - 09:21

questi signori vanno rispediti ha casa loro. una cosa è certa che se fossero detenuti al loro paese non distruggono un bel niente. la polizia penitenziaria deve farsi sentire dai cialtroni che vogliono e continuano ha volere queste persone sul suolo italiano.