È Riccardo Sparacciari il nuovo “Il + Bello d’Italia”. La 48ª edizione dello storico concorso nazionale di bellezza maschile si è conclusa ad Alassio, nella cornice di Piazza Partigiani, dove il giovane è stato incoronato al termine della finalissima. Originario di Marino e residente a Frascati, Sparacciari ha 27 anni, è alto 1,90 metri, ha occhi e capelli neri e nella vita lavora come commercialista. Grande appassionato di fitness, si definisce un romantico. Il fisico statuario e i marcati tratti mediterranei hanno conquistato la giuria, ma a fare la differenza sono state anche la presenza scenica e la personalità mostrate durante la competizione. Il titolo è arrivato al termine di un lungo percorso di selezioni che ha portato in Liguria concorrenti provenienti da diverse parti d’Italia. A consegnare la fascia al vincitore è stata Marialaura De Vitis, showgirl e attrice, madrina della serata.
Una giuria tutta al femminile
A decretare il nuovo re della bellezza maschile italiana è stata una giuria interamente femminile, presieduta dalla psicologa e psicoterapeuta Eugenie Alderisio. Accanto a lei hanno preso posto le giornaliste Patrizia Barsotti, Grazia Garlando e Gloria Giovannetti. La commissione non era chiamata a valutare soltanto l’aspetto estetico, nel corso della competizione sono stati considerati anche carisma, personalità e presenza scenica. È una scelta che riflette l’impostazione data all’edizione 2026, nella quale la bellezza maschile è stata raccontata attraverso caratteristiche differenti, andando oltre la sola dimensione fisica. A condurre la serata è stata Barbara Morris, che ha accompagnato pubblico e concorrenti attraverso i diversi momenti della finalissima. L’organizzazione è stata curata da Silvio Fasano, patron e ideatore del concorso, affiancato dal direttore artistico e coreografo Fabio Fallabrino e dal giornalista e autore televisivo Andrea Iannuzzi, responsabile dei contenuti televisivi.
La sorpresa sul palco: torna Vittorio Brumotti
Tra i protagonisti della serata c’è stato anche Vittorio Brumotti, arrivato a sorpresa ad Alassio. Per lui il ritorno a “Il + Bello d’Italia” ha avuto un significato particolare, anni fa aveva partecipato alla manifestazione senza riuscire a conquistare la fascia principale. Proprio ricordando quella esperienza, Brumotti ha voluto parlare ai concorrenti della possibilità che una mancata vittoria non rappresenti necessariamente una battuta d’arresto. La strada può prendere direzioni diverse e il riconoscimento può arrivare anche più avanti: “Piano piano c’è qualcuno magari che ti nota”. Ma prima ancora del successo, secondo Brumotti, conta il modo in cui si affronta il percorso: “La cosa più bella è essere se stessi”. Un messaggio rivolto a ragazzi che si trovano oggi davanti a un’occasione, ma che non possono sapere quale sarà il percorso dopo quella passerella. La fascia, insomma, può essere un punto di partenza, non necessariamente il traguardo.
Dalla bicicletta alla Rai: il nuovo capitolo di Brumotti
La presenza ad Alassio è stata anche l’occasione per Brumotti di raccontare il momento professionale che sta vivendo. Dopo anni di televisione e di servizi sul territorio, il volto televisivo ha parlato della sua nuova esperienza in Rai e del programma realizzato durante l’estate, quando ha attraversato l’Italia in bicicletta. “Mi sono spostato sulla Rai, stiamo facendo dei test. È andato molto bene il programma, l’ho fatto così, in relax. Ho girato la mia bella Italia con la bici, ho portato il mio corgi, il mio cagnolino, ho fatto un po’ da gypsy chic, mi sono divertito”. Un’esperienza che, nelle sue parole, sembra essere soltanto l’inizio di un nuovo percorso: “Era l’aperitivo. In Rai sono molto contenti e adesso sta arrivando la novità”. Il nuovo capitolo professionale si inserisce così in una carriera costruita per anni attraverso il racconto del territorio e il lavoro televisivo, ma destinata ora ad aprire una fase ulteriore.
“Fare TV è come avere super poteri”
Brumotti ha poi parlato del significato della popolarità e della responsabilità che dovrebbe accompagnare chi conquista uno spazio sul piccolo schermo. Nel suo intervento ha ricordato gli oltre mille servizi realizzati e il lavoro svolto in territori segnati dalla presenza della ’ndrangheta, dalla Calabria alla Liguria. “Le conosco tutte, dunque andremo a dar fastidio a tutti”, ha detto, annunciando di voler continuare a occuparsi di realtà nelle quali emergono situazioni difficili. Il suo messaggio riguarda anche chi subisce il pizzo e cerca qualcuno disposto ad ascoltare e intervenire: “Io ci sarò, ci sarò anche sui social”. Poi Brumotti si è rivolto direttamente ai concorrenti, spiegando che la televisione non dovrebbe essere soltanto uno strumento per apparire: “È importante fare TV, ma fare TV non è fare uno spettacolo, è come avere super poteri: vanno distribuiti. Dunque utilizzateli nella miglior maniera”. E il primo utilizzo, secondo lui, dovrebbe riguardare le persone più vicine: “Se avete genitori, parenti, aiutateli, che il sogno della mia vita era aiutare Claudia, Elisa, mia mamma e mio papà”.
La popolarità come strumento per aiutare gli altri
Il discorso si è poi spostato sull’inclusione e sulla possibilità di utilizzare la visibilità per cambiare il modo in cui vengono raccontate e percepite alcune realtà. Brumotti ha citato anche il lavoro di Paolo Ruffini con i ragazzi con sindrome di Down, sottolineando l’importanza di dare spazio e sostegno a chi rischia di rimanere ai margini. “È fondamentale veramente dare una zampa a chi magari non ce la può fare. Questa è un po’ la mia missione”. Prima di lasciare il palco ha affidato ai ragazzi un ultimo messaggio, sintetizzato in una sola parola: “Umiltà, ragazzi, è la base di tutto”.
Una tradizione lunga 48 edizioni
La vittoria di Sparacciari si inserisce in una storia che dura ormai da quasi mezzo secolo. Ideato da Silvio Fasano, “Il + Bello d’Italia” ha rappresentato negli anni un trampolino di lancio per numerosi personaggi che hanno poi trovato spazio nel cinema, nella televisione e nello spettacolo italiano. Il patron ricorda con orgoglio alcuni dei nomi più noti passati dalla manifestazione: “Gli esempi sono tantissimi - ricorda con orgoglio il patron Silvio Fasano - Il + Bello d’Italia è stato il punto di partenza per artisti di grandissimo successo come Gabriel Garko, Beppe Convertini, Paolo Conticini, Giorgio Mastrota ed Ettore Bassi. Tutti, ancora oggi, ricordano con affetto e orgoglio di aver partecipato o vinto la nostra manifestazione”. Un albo d’oro che accompagna così anche l’edizione 2026 e il nuovo volto scelto per rappresentarla.
La novità della fascia d’età fino ai 45 anni
Questa edizione ha introdotto anche una novità nella storia del concorso. Per la prima volta la partecipazione è stata aperta agli aspiranti di età compresa tra i 35 e i 45 anni, ampliando il tradizionale perimetro anagrafico della manifestazione. La scelta permette di raccontare la bellezza maschile attraverso generazioni differenti e di offrire la possibilità di mettersi in gioco anche a uomini più adulti, affiancando alle categorie tradizionali una nuova fascia di partecipazione.
Tutte le fasce dell’edizione 2026
La finalissima di Alassio ha assegnato anche numerosi riconoscimenti dedicati a caratteristiche e inclinazioni diverse dei concorrenti. Christian Durante ha conquistato la fascia “L’Uomo Ideale”, mentre Edoardo Porcellana ha ricevuto quella de “Il Talento”. Samuele Battaglia è stato scelto come “Il + Bello d’Italia per la TV”, Lorenzo Fornaro ha conquistato la fascia per il “Web” e Raimondo Corio quella dedicata alla “Fotografia”. Per il cinema è stato premiato Angelo Orazzo, mentre Nicola La Stella ha ricevuto il riconoscimento per lo “Sport”. Alessandro Ginex ha conquistato la fascia per la “Moda”, mentre Nicolò Cutrì è stato scelto per la “Generazione Z”. A Francesco De Simone è andato invece il titolo di “l’uomo + bello d’Italia”, riservato alla categoria 30-45 anni.
Musica e spettacolo ad Alassio
La finale non è stata soltanto una gara tra i concorrenti, ma una serata costruita attraverso diversi momenti di spettacolo. Sul palco di Piazza Partigiani si è esibito il duo “Quelle di un certo peso”, formato da Fabiana Parlato e Katia Picasso. La parte musicale è stata completata dalle performance dei solisti Sofia, Matteo Magnani e Diandra Delfino, che hanno accompagnato i diversi momenti della serata. Moda, musica, televisione e intrattenimento si sono così alternati nel corso della finalissima, trasformando la competizione in uno spettacolo più ampio.
Alassio incorona il nuovo re della bellezza maschile
Il momento più atteso è arrivato al termine della competizione, quando la giuria ha decretato il vincitore della 48ª edizione. Tra gli applausi del pubblico riunito in Piazza Partigiani, Marialaura De Vitis ha consegnato a Riccardo Sparacciari la fascia de “Il + Bello d’Italia 2026”. Il 27enne di Marino, residente a Frascati, entra così nell’albo d’oro di una manifestazione che da quasi mezzo secolo accompagna giovani uomini verso nuove possibilità nel mondo della moda, della televisione e dello spettacolo. Per Sparacciari, commercialista nella vita e grande appassionato di palestra, comincia ora una fase completamente nuova. Il titolo conquistato ad Alassio porta con sé la visibilità e le opportunità che, nel corso degli anni, hanno accompagnato molti dei vincitori del concorso. La 48ª edizione è stata promossa grazie al Comune di Alassio, alla Regione Liguria, alla Provincia di Savona e a Visit Alassio. E mentre Sparacciari raccoglie il testimone di una tradizione lunga quasi mezzo secolo, resta sul palco anche il messaggio di Brumotti, arrivato ad Alassio con una storia diversa da raccontare: quella di chi non ha vinto al primo tentativo e ha comunque trovato la propria strada.