"Scambiato per Briatore ho capito che cos'è l'odio"

È affascinante almeno quanto Briatore e del patron del Billionaire si è preso gli insulti. O, forse, bisognerebbe dire il contrario

"Scambiato per Briatore ho capito che cos'è l'odio"

È affascinante almeno quanto Briatore e del patron del Billionaire si è preso gli insulti. O, forse, bisognerebbe dire il contrario.

È stato infatti il gallerista d'arte moderna e contemporanea, Luigi Proietti, con galleria a Cortina e showroom a Roma e Milano, giovedì scorso alle 17.45 a lasciare la sua Rolls Royce nera parcheggiata nella città meneghina, in via Carducci-angolo corso Magenta, bloccando per qualche minuto la circolazione ad auto e tram.

Capello bianco, una sportività nel vestire ricercata, mascherina a coprire la metà del volto, è stato scambiato per Briatore. E così, automobilisti e passanti, già sul posto, ma anche più tardi sui social, hanno insultato e criticato l'ex team manager della Formula 1, forse più per la storia dei contagi da Covid in Sardegna che per quell'auto parcheggiata male. Adesso Luigi Proietti, vero responsabile della sosta selvaggia, un altro nome importante perché figlio del famoso pittore e scultore umbro Norberto, vuole mettere ordine nella storia

Proietti perché lo fa?

«Perché Flavio non deve essere preso di mira per qualcosa che non ha fatto. Sono rimasto male quando ho visto che la gente, scambiandomi per lui, urlava e offendeva senza pietà. Lui si è già difeso sui social, ma era giusto che mi facessi avanti per assumermi la responsabilità».

Erano infastiditi dal fatto che fosse una Rolls ad essere parcheggiata male, quasi a sottintendere che chi possiede un'auto del genere si permette di tutto?

«Mah, la mia è una Rolls Royce Ghost del 2010 e vale meno di una Mercedes. La gente ha creduto che fossi Briatore e ho trovato fastidiosa l'avversione che sembrava nutrire verso di lui e i commenti pubblicati subito dopo in rete insieme a quel video che mostrava la mia auto parcheggiata male».

Cosa è accaduto giovedì?

«Dovevo entrare in una galleria di un amico a Corso Magenta e ho chiesto a un collaboratore di parcheggiare la Rolls Royce: l'ha messa male, lasciandola a mezzo metro dalla corsia del tram. Abbiamo sentito suonare e siamo corsi fuori, ma avevo dimenticato le chiavi nel negozio. Le ho prese per spostare l'auto. Mentre accadeva tutto questo la gente inveiva e offendeva. Con la mascherina e i capelli bianchi mi hanno scambiato per Flavio. Ho notato tanta cattiveria verso di lui e per questo mi sono fatto avanti per difenderlo. Ma posso assicurare che tutto ciò sarà durato 3 minuti».

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