Tornano gli abbracci: tutte le regole per non rischiare

Si può tornare ad abbracciare amici e parenti, però, è necessario essere ancora attenti per rispetto dei più deboli. Ecco le regole da rispettare per tornare a salutarsi tutelando i soggetti a rischio

Tornano gli abbracci: tutte le regole per non rischiare

L'Italia da oggi torna a essere, tranne la Valle d'Aosta arancione, completamente gialla. Giorno dopo giorno, il numero dei nuovi positivi continua a diminuire e gli ospedali si stanno svuotando. Tutto questo è avvenuto grazie al cambio di passo che ha avuto la campagna vaccinale e nonostante le riaperture, motivo di profezie catastrofiche da parte di qualche virologo. Sembra, quasi, di essere tornati alla normalità.

In Gran Bretagna, dove ormai sono stati vaccinati con doppia dose più di 20 milioni di cittadini, da oggi torna il permesso di abbracciarsi con famigliari e amici, sia all'aperto che al chiuso.

Anche in Italia, come riporta il Corriere della Sera in un'intervista a Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, le cose stanno cambiando. Inevitabilmente tutti quei gesti apparentemente semplici ma che sono in grado di trasmettere calore umano come il salutare stringendo la mano o dare un bacio sulla guancia, in questo anno di pandemia, sono stati banditi dalle convenzioni sociali. Sembra però che finalmente si potrà tornare a salutare i propri cari con maggiore affetto. Pregliasco consiglia: "Sicuramente il gesto più rischioso è quello che porta al contatto con le prime vie aeree e con la respirazione dell'altro, cioè il bacio. Se uno dei due soggetti fosse contagioso, la maggior quota di carica virale si concentrerebbe attorno al viso". Discorso diverso se ci si vuole salutare con un "bacio all'aria", ossia mimando il gesto senza toccarsi. Sicuramente fa un po' snob ed è un gesto piuttosto freddo ma le teste, in questa maniera, restano lontane, tra loro e da possibili contagi.

Via libera al saluto con i pugni che si toccano o al classico gomito, ovviamente a patto che non ci si avvicini troppo. E la stretta di mano? "Si è visto che il tocco, in realtà, è il contatto meno rischioso, a patto di igienizzare prima le mani", afferma Pregliasco. Il virologo, inoltre, liberalizza anche gli abbracci, a patto che vengano rispettate delle regole: "Se i due visi rimangono ben separati, si può fare. L'abbraccio sta in mezzo, per gradiente di rischio, tra il bacio e la stretta di mano".

Ben venga l'amore dei nonni. In sicurezza, anche loro potranno tornare ad abbracciare i propri nipoti, meglio, però, se "da dietro", con i bambini rivolti di spalle. "Serve andare per gradi: osservare il contesto, preferire spazi aperti e badare anche alla durata dei saluti, che resta un elemento fondamentale" e ovviamente anche chi si saluta. Non è una questione di simpatia ma di tutela nei confronti dei soggetti fragili, a maggior ragione se ancora non vaccinati.

Sicuramente sarà così per tutto giugno e restano in vigore le altre precauzioni più note: distanziamento di un metro se ci si trova al chiuso, privilegiare l'incontro all'esterno, necessario utilizzare la mascherina, soprattutto se si incontrano persone non vaccinate e, infine, continuare a igienizzarsi le mani.