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Cronache

Trieste, pediatra con la tubercolosi: 3500 bambini a rischio contagio

La dottoressa si occupa di vaccinazioni in un ambulatorio della città. Per gli esami ci vorranno almeno due mesi e mezzo

Vaccini, la maggioranza fa di nuovo marcia indietro

Una pediatra ha scoperto di aver contratto la tubercolosi. 3.490 bambini sono stati richiamati per verificare se sono stati contagiati dalla dottoressa.

È avvenuto in un ambulatorio di Trieste dove la donna si occupa di vaccinazioni. La pediatra svolgeva la sua attività, in convenzione con la Asl, nei distretti 1, 2 e 3 della città ed è attualmente ricoverata nel reparto malattie infettive dell’ospedale maggiore cittadino. Le sue condizioni non sono gravi.

I pazienti da 0 a 6 anni, che negli ultimi mesi sono stati vaccinati nell’ambulatorio della pediatra, saranno sottoposti al test della tubercolina per verificare se sono entrati in contatto o meno con il germe della tubercolosi (Tbc, o Tb). Per completare le verifiche serviranno però almeno due mesi e mezzo.

Nicola Delli Quadri, il direttore generale dell’azienda sanitaria, ha spiegato che le probabilità che qualcuno dei bimbi abbia contratto la tubercolosi sono molto basse perché tutti i contatti sono stati di pochi minuti, ben inferiore quindi alla media calcolata per contrarre la tubercolosi che - ha spiegato il direttore - è di otto ore alla distanza di un metro. "Siamo in costante contatto con il servizio sanitario cittadino che sta adottando tutti i protocolli necessari. È importante seguire le indicazioni che verranno date anche attraverso gli organi di informazione che invito alla massima attenzione e professionalità".

Roberto Dipiazza, il sindaco di Trieste, ha specificato: "Si dovrà anche individuare il ceppo di origine. Certo è che il riacutizzarsi di certe malattie dovrebbe porre degli interrogativi sulla efficacia delle procedure di profilassi che vengono adottate in considerazione della massiccia immigrazione nel nostro Paese".

La tubercolosi è una malattia contagiosa prevenibile e curabile. È causata da un batterio e la trasmissione può avvenire tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Non tutte le persone contagiate si ammalano subito. Il sistema immunitario può infatti far fronte all’infezione e il batterio può rimanere silenzioso per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppi la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, se non sottoposto a cure adeguate, può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone.

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