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Cucina

Contraste dopo 11 anni è ancora molto “sexy”

Il locale di Perdomo e Press resta il più stimolante della città. Con il menu “liscio” e quello “ruvido”

Gomma e sipari Un dettaglio degli interni di Contraste, ripensati nel 2024

Undici anni e non sentirli. Contraste, il ristorante aperto nel settembre 2015 dietro il portone in ferro battuto di via Giuseppe Meda 2, resta uno dei locali più vibranti di Milano, e una mia recente visita lo ha confermato.

Il locale guidato fin dall’inizio dall’uruguaiano Matias Perdomo - che si era in precedenza affermato al Pont de Ferr - e dall’argentino Simon Press, ha sempre puntato sul non assecondare il cliente, ma piuttosto provocarlo, stimolarlo. Non una ricerca dell’effettaccio, si badi, ma piuttosto un tentativo di incoraggiare una riflessione sul fare cibo e sul consumarlo e sul rovesciamento di ruoli tra cuoco e commensale. Il primo menu di Contraste, per dire, era uno specchio in cui l’ospite era costretto a specchiarsi per dare il senso della sua centralità nel progetto gastronomico. E oggi, quando molte mode sono passate sull’acqua dei Navigli, è ancora così.

Il locale, radicalmente cambiato nel 2024, ha colori decisi (blu, rosso, verde), un’atmosfera teatrale favorita dalle tende a sipario che ritmano gli spazi, e un certo non so che tra l’ambiguo e il sexy. Due i menu: Riflesso, più rassicurante, e Riflessioni, più audace. Tovaglia in gomma liscia (disegnata dall’artista Alessandro Ciffo) per il primo e ben ruvida per il secondo. Simbolico.

Entrambi i percorsi sono a sorpresa. Io ho affrontato il Riflesso e ho provato i brividi con piatti come l’Azulejo di astice e santoreggia, l’Impepata di cozze cacio e pepe, la Pasta alle vongole che prende la forma di bottoni ripieni, la Pasta panna e prosciutto totalmente rimescolata, una Lasagna alla bolognese quasi metafisica, il Vitello accompagnato da un esaltante midollo di banana e gremolada.

Nulla è come sembra, da Contraste, ma in questo illusionismo continuo i sapori illuminano tutto. Bella carta dei vini, coordinata da Thomas Piras, che ora vive lontano dall’Italia ma ogni tanto si riaffaccia. Servizio perfetto, deliziosa Cristina.

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