Nel mondo dello Scotch ci sono distillerie nobili, distillerie snob, distillerie sventurate e distillerie trendy. E poi ci sono quelle operaie, nate per produrre single malt da usare nei blended, che quasi mai hanno imbottigliato con la propria etichetta. Alcune - come Caol Ila - fanno il grande salto; altre rimangono nell’ombra a fare il lavoro sporco, che poi è il motivo principale per cui sono state costruite.
Tormore è una distilleria bellissima, fondata a fine anni 50 come base del blend Long John e poi entrata nella galassia Chivas Regal. L’edificio - protetto dalle Belle Arti - è poco funzionale ma bellissimo, anche se purtroppo per ora non è visitabile. Dal 2022 Tormore è stata acquistata dalla Elixir distillers di Sukhinder Singh come parziale contropartita per la vendita della piattaforma The Whisky Exchange a Pernod Ricard. E da quel momento è iniziata la sua seconda vita: nuovo team, nuova filosofia produttiva e finalmente un core range ufficiale che esalta il carattere del malto, fresco, fruttato e leggero. In questo senso Timeless è forse l’espressione che meglio esprime il dna di Tormore, proprio per la sua gioventù. Un single malt senza indicazione di età invecchiato soprattutto in botti ex bourbon, che amplificano le note dolci e fruttate. Pere, pesche, vaniglia e crema chantilly si uniscono in un sorso facile ma non banale, generoso e vivace. C’è chi dice che non sia la stagione migliore, ma in un highball con ghiaccio e soda sembra di sorseggiare un frutteto liquido. Chi ha detto che il tempo è tutto?
Tormore Timeless, 43%, 49 euro
