La Cina sta lavorando a una nuova frontiera della sorveglianza digitale. I riflettori del Dragone sono puntati su particolari sistemi basati sull’intelligenza artificiale capaci non solo di monitorare i cittadini, ma anche di individuare in anticipo chi potrebbe rappresentare un potenziale rischio politico. In prima linea ci sarebbe l’azienda Geedge Networks che starebbe sviluppando tecnologie in grado di analizzare grandi quantità di dati provenienti da attività online, spostamenti geografici e comportamenti digitali per costruire profili dettagliati degli utenti. L’obiettivo? Identificare segnali che possano suggerire future critiche al governo o forme di dissenso ancora prima che queste si manifestino pubblicamente.
La nuova frontiera dell’Ia cinese
Come ha spiegato il New York Times in un lungo approfondimento, siamo di fronte a un’evoluzione significativa rispetto ai tradizionali sistemi di controllo, che fin qui erano soliti concentrarsi per lo più sull’osservazione e sulla censura di attività già in corso.
Il progetto sopra citato sarebbe ancora in una fase di ricerca, ma offre un’anticipazione concreta di come l’intelligenza artificiale potrebbe trasformare i sistemi di sicurezza di Pechino. I documenti analizzati da ricercatori della Vanderbilt University mostrano che Geedge, già nota per la commercializzazione di tecnologie simili alla “Grande Muraglia Digitale” cinese, sta studiando modelli in grado di elaborare informazioni provenienti da telecomunicazioni, social network e dati di localizzazione.
E poi? Attraverso questi strumenti, l’IA potrebbe classificare gli individui, individuare comportamenti anomali e attribuire livelli di rischio politico. In alcuni incontri interni dell’azienda, i ricercatori avrebbero inoltre discusso metodi per identificare le intenzioni delle persone e rilevare contenuti definiti “dannosi”, un termine spesso utilizzato dalle autorità cinesi per indicare materiali ritenuti sensibili o contrari alla linea del Partito Comunista Cinese. La Cina starebbe dunque per passare dalla semplice raccolta di informazioni alla previsione dei comportamenti futuri, creando profili che collegano attività online, interessi culturali, letture, film visionati e movimenti fisici.
Un nuovo sistema di controllo?
Lo sviluppo di questi strumenti, tuttavia, avrebbe incontrato alcuni ostacoli legati alla disponibilità di potenza di calcolo. I documenti mostrano che nel 2024 Geedge e il laboratorio di ricerca collegato all’azienda hanno dovuto fare i conti con le restrizioni statunitensi sull’esportazione di chip avanzati per l’intelligenza artificiale.
La carenza di processori grafici di ultima generazione avrebbe costretto i ricercatori a utilizzare modelli meno sofisticati, rallentando il progresso del progetto. Nonostante ciò, secondo diversi esperti, la Cina continua a investire massicciamente nello sviluppo di tecnologie predittive per la sicurezza pubblica e sta cercando di ridurre la dipendenza dai semiconduttori progettati negli Stati Uniti.
Al momento non esistono prove che il sistema di previsione del dissenso sia stato completato o adottato su larga scala, ma la direzione intrapresa appare chiara.
Se perfezionate, queste tecnologie potrebbero consentire alle autorità di selezionare e monitorare in modo sempre più mirato persone considerate potenzialmente problematiche, trasformando enormi quantità di dati raccolti quotidianamente in strumenti di prevenzione politica.