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"Risultati impressionanti". Ecco la nuova IA cinese di DeepSeek

L’ultimo modello di intelligenza artificiale V4 Pro sviluppato da DeepSeek rappresenta un netto passo avanti rispetto alla versione precedente

"Risultati impressionanti". Ecco la nuova IA cinese di DeepSeek
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In Cina è tornata a far parlare di sè DeepSeek. Il motivo? Il debutto del modello di intelligenza artificiale V4 dell’omonima aziende cinese, salita alla ribalta lo scorso anno con un esordio scoppiettante sul mercato dell’IA. Chiaro l’obiettivo della balena blu: colmare il divario con i leader statunitensi e a rafforzare la propria posizione in un mercato sempre più competitivo. Ecco che cosa c’è da sapere con la nuova versione V4.

Il nuovo step di DeepSeek

Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il modello di punta V4 Pro rappresenta un netto passo avanti rispetto alla versione precedente, anche se non riesce ancora a superare i principali concorrenti internazionali.

Nei benchmark condotti dalla società di analisi Artificial Analysis, il sistema si è classificato al secondo posto tra i modelli open source, dietro Kimi K2.6 sviluppato da Moonshot AI. Il punteggio ottenuto, pari a 52 nell’Artificial Analysis Intelligence Index, resta inferiore sia al rivale diretto sia ai modelli closed source statunitensi come GPT-5.5 di OpenAI, Claude Opus di Anthropic e Gemini 3.1 Pro di Google.

Il dato evidenzia le difficoltà della Cina nel ridurre il gap tecnologico con gli Stati Uniti, aggravate da vincoli sull’accesso alla potenza di calcolo e da una competizione interna sempre più intensa. Tuttavia, gli analisti riconoscono progressi tecnici rilevanti: il modello introduce una finestra di contesto da un milione di token, un salto significativo rispetto ai 128mila della generazione precedente, e migliora l’efficienza grazie a una drastica riduzione del cosiddetto KV cache. Inoltre, V4 è progettato per funzionare anche su hardware domestico, come i chip Ascend prodotti da Huawei.

La strada è ancora lunga

Nonostante questi miglioramenti, restano interrogativi sulla reale portata dell’innovazione avanzata da DeepSeek. Alcuni osservatori sottolineano come l’azienda in questione non abbia fornito dettagli sul processo di addestramento del modello, alimentando dubbi sull’eventuale utilizzo di hardware avanzato soggetto a restrizioni (come le GPU di Nvidia).

Anche l’impatto sul mercato è stato più contenuto rispetto al passato: il lancio del precedente modello R1 aveva provocato forti scossoni nei mercati finanziari, mentre questa volta la reazione è stata più moderata. Permangono inoltre criticità sul piano qualitativo, con tassi di “allucinazione” ancora elevati e costi superiori rispetto ad altri modelli open source concorrenti, pur restando inferiori rispetto alle soluzioni proprietarie americane.

V4 appare come un prodotto di transizione: non ancora al vertice assoluto, ma abbastanza vicino da mantenere alta

l’attenzione su DeepSeek e sulle sue ambizioni. Per molti analisti, i progressi ottenuti lasciano intravedere la possibilità di un nuovo salto in avanti simile a quello visto con R1. Ci vorrà però ancora del tempo.

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