Gli Stati Uniti possiedono “armi di controllo spaziale” schierate ad altissima quota per proteggere i propri interessi in orbita. È questa la rivelazione fatta dal Segretario dell’Aeronautica Usa, Troy Meink, nel corso della conferenza Air, Space & Cyber 2026 dell’Air & Space Forces Association (AFA). È la prima volta che un alto funzionario, in questo caso il massimo funzionario civile responsabile sia dell’Aeronautica che della Forza Spaziale, ammette pubblicamente il controllo statunitense di armamenti spaziali. Si tratta infatti di un dossier sensibile e delicato, per anni rimasto avvolto dietro ampi strati di riservatezza.
L’ammissione degli Usa
Da anni si vociferava che gli Usa fossero in possesso di armi spaziali. Adesso è arrivata l’ammissione diretta ed esplicita di Meink preceduta, tra l’altro, da un’altra uscita emblematica, questa volta del capo dello US Space Command (SPACECOM) che, proprio il mese scorso, aveva dichiarato apertamente che l’acquisizione di nuove armi antisatellite rappresentava una priorità assoluta per Washington.
“Oggi continuiamo a garantire la nostra prontezza ad affrontare le sfide poste dalle minacce in continua evoluzione, ovunque esse si manifestino. Per questo motivo gli Stati Uniti dispongono ora di armi di controllo spaziale in orbita, capaci di difendere le forze congiunte da azioni ostili da parte degli avversari”, ha spiegato Meink.
Ai presenti che gli hanno chiesto delucidazioni in merito Meink ha risposto che “è di fondamentale importanza” che gli Usa mantengano il dominio non solo nell’aria, ma anche nello Spazio. “Abbiamo dovuto adottare misure per assicurarci di poter far fronte a una minaccia in caso di necessità”, ha proseguito.
Quali armi?
“Non entrerò nei dettagli sul tipo di arma. Proprio come per il dominio aereo, dobbiamo mantenere il dominio nello Spazio, poiché sta diventando sempre più importante per il nostro funzionamento, per il nostro modo di operare a livello militare, economico e civile”, ha tuonato Meink.
In base a quanto emerso sappiamo che gli Stati Uniti controllano armamenti spaziali per aumentare la loro prontezza operativa contro le minacce esistenti e difendersi da azioni ostili avversarie. Bisogna inoltre considerare che il Trattato sullo spazio extra-atmosferico, entrato in vigore nel 1967, vieta agli Stati Uniti e agli altri firmatari di collocare in orbita armi nucleari e altre armi di distruzione di massa (ADM). Non impone però limiti al dispiegamento di armamenti convenzionali.
Tra le possibili armi spaziali citiamo laser in grado di accecare temporaneamente le ottiche di un bersaglio senza danneggiarle e sistemi di guerra elettronica che possono neutralizzare una minaccia senza causare danni permanenti. Come ha spiegato The War Zone ci sono poi anche strumenti che mirano a danneggiare o distruggere un bersaglio, come intercettori fisici, bracci prensili, aerosol da spruzzare su pannelli solari, e persino satelliti impiegati come armi cinetiche. Non mancano infine intercettori antisatellite a lancio diretto (ASAT) dalla superficie terrestre e altre capacità impiegate dall’interno dell’atmosfera terrestre. A proposito: prima d’ora le uniche armi antisatellite riconosciute come in dotazione all’esercito statunitense coincidevano con i sistemi di guerra elettronica terrestri.
Le parole di Meink hanno provocato la reazione di Cina e Russia. “Chiediamo agli Stati Uniti di fermare l’espansione delle capacità militari e la preparazione di una guerra nello Spazio”, ha tuonato il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun. “Contiamo su un ampio schieramento internazionale per poter promuovere la completa smilitarizzazione dello Spazio”, ha replicato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
