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Difesa

80 missili, droni e un “cervello” digitale: ecco i DD(X), cosa possono fare i nuovi giganti “pensanti” della Marina

Firmato il contratto da 3,7 miliardi per due unità di nuova generazione, progettate per la difesa aerea e antimissile e le operazioni multidominio

DD(X)

Il DD(X), il nuovo cacciatorpediniere per la Marina Militare italiana, vede la firma del contratto di produzione. Il 24 settembre, Orizzonte Sistemi Navali (OSN) ha firmato con OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement) un contratto del valore complessivo di circa 3,7 miliardi di euro, di cui circa 1,3 miliardi in opzione, per lo sviluppo, la produzione, gli studi logistici e l’Initial In Service Support di due cacciatorpediniere DD(X) di nuova generazione.

Nell’ambito del programma, OSN concluderà nelle prossime settimane i contratti di sub-fornitura con Fincantieri e Leonardo, che avranno rispettivamente un valore pari a circa 1,8 miliardi di euro (di cui circa 800 milioni di euro in opzione) e circa 1,7 miliardi di euro (di cui circa 480 milioni di euro in opzione).

Un cacciatorpediniere pensato per le operazioni multidominio

Il programma DD(X) è destinato a ridefinire e migliorare le capacità della Marina Militare nel settore della difesa aerea e antimissile, attraverso un significativo salto generazionale che interesserà sia la piattaforma navale, progettata e sviluppata da Fincantieri quale integratore di sistemi e la sua sempre più avanzata digitalizzazione, sia il sistema di combattimento, progettato e sviluppato da Leonardo.

Le nuove navi saranno progettate per operare all’interno di forze multinazionali altamente interconnesse e saranno caratterizzate da elevati livelli di digitalizzazione, automazione e integrazione tra sensori, sistemi d’arma, sistemi di comando e controllo multidominio e sistemi di gestione della piattaforma.

L’architettura del sistema di combattimento sarà inoltre sviluppata per garantire elevati livelli di interoperabilità e di condivisione e gestione delle informazioni. Tra le principali innovazioni previste sulla piattaforma figurano una sottorete in corrente continua con relativo sistema di accumulo, un innovativo sistema di stabilizzazione integrato con il sistema di governo, nuovi algoritmi e metodologie per il calcolo dei bilanci termici ed elettrici e ulteriori evoluzioni digitali dello Ship Management System.

Delle navi “pensanti”

Sul fronte del sistema di combattimento, i nuovi cacciatorpediniere, grazie al sistema C5I (Command, Control, Communications, Computers, Cyber, and Intelligence) di nuova generazione SADOC 5, al radar AESA (Active Electronically Scanned Array) fully digital in banda S ad alta potenza e al sistema d’arma di MBDA sarà dotata di una capacità IAMD (Integrated Air & Missile Defence) contro minacce missilistiche, balistiche e ipersoniche senza precedenti, garantendo quella piena interoperabilità multidominio che rappresenta il fulcro della tecnologia alla base del progetto Michelangelo di Leonardo.

Le nuove unità saranno dotate di un cervello elettronico che le rende “pensanti”: il cacciatorpediniere concretizzerà il concetto di Navis Sapiens, sviluppato da Fincantieri ovvero una nave digitale capace di raccogliere, correlare e valorizzare in modo intelligente i dati generati da tutti i sistemi di bordo, trasformandoli in informazioni utili alle decisioni operative, alla gestione tecnica e al supporto lungo l’intero ciclo di vita, e garantendo alla piattaforma, con un design aperto e scalabile, di integrare nuove funzionalità e tecnologie emergenti superando le problematiche di obsolescenza caratterizzanti le tecnologie del mercato navale.

La connettività verso terra di Navis Sapiens abilita la realizzazione di un Ecosistema Digitale (Fincantieri Digital Ecosystem) per la Marina Militare, interconnettendo la “nave digitale” con la “base navale digitale”, mettendo a fattor comune dati e capacità distribuite, la condivisione di dati per la manutenzione predittiva e il supporto logistico digitale, le informazioni di missione rese immediatamente disponibili a bordo in condizioni di sicurezza. Tutto questo consente considerevoli benefici in termini di miglioramento della prontezza alla missione, incremento della disponibilità operativa, reattività della filiera logistica, accelerazione dell’avvicendamento degli equipaggi, efficientamento del tempo di risoluzione di problematiche, interoperabilità fra domini differenti.

In navigazione a 15 nodi grazie ad una innovativa dorsale digitale sviluppata da Fincantieri, ciascuna nave è in grado di gestire in maniera integrata assetti unmanned quali droni sottomarini e di superficie, rafforzando capacità di detenzione, scoperta e protezione da minacce aeree anche di tipo balistico, di superficie e sottomarine, ottimizzando consumi sia a livello di sistemi propulsivi che elettrici di bordo ed esprimere una connettività avanzata senza precedenti.

La dotazione di armamento

I due DD(X) previsti sino a oggi rappresentano l’evoluzione e la futura sostituzione dei cacciatorpedinieri della classe Orizzonte nella Marina Militare italiana, e andranno a rimpiazzare i due classe Durand de la Penne entrati in servizio nel 1993.

Le due navi saranno lunghe 180 metri, con un dislocamento di 13500 tonnellate, 4000 miglia nautiche di autonomia e 251 membri di equipaggio.

Per quanto riguarda l’armamento, le ultime notizie diffuse riferiscono che i DD(X) saranno dotati di 80 celle dei sistemi di lancio verticali A-70 e A-50, ovvero di più delle 64 originariamente previste ma sempre meno delle 96 di un classe Arleigh Burke statunitense o delle 128 di un classe Type 055 cinese. Tuttavia si riferisce anche che sui cacciatorpediniere potrebbero venire imbarcati i lanciatori multi-missile A-70 NG (Next Generation), attualmente in fase di studio, che saranno in grado di impiegare missili antinave di nuova generazione, missili Aster per la difesa aerea e antimissile, e l’intercettore anti-ipersonico Aquila (che però vedrà la luce in circa 10 anni).

La capacità antinave sarà data dal missile Teseo Mk2 Evolved mentre le navi si prevede che avranno una dotazione di artiglieria composta da due o tre pezzi da 76/62 a tiro rapido in grado di utilizzare anche le munizioni guidate Dart (Driven Ammunition Reduced Time Of Flight) di cui due posizionati a proravia e uno a centro nave. Per la difesa ravvicinata sembra sia stato scelto l’affusto Oto Melara 25/80 “Spallaccia”. Saranno presenti anche lanciatori trinati per siluri Antisom B515/3.

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