La Russia avrebbe ampliato la rete di difesa aerea attorno alla residenza presidenziale di Vladimir Putin a Valdaj, nella regione di Novgorod, con oltre quindici nuove torri potenzialmente destinate a ospitare sistemi antiaerei. Lo documenta un’analisi delle immagini satellitari pubblicata il 25 ottobre 2026 da Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), attraverso il servizio russo Radio Svoboda. Le nuove strutture porterebbero a oltre cinquanta le postazioni censite nell’area, estendendo la protezione alla residenza e alle infrastrutture militari circostanti.
Cosa sappiamo
Secondo RFE/RL, entro la primavera del 2026 ne erano state censite almeno 27. Le torri potrebbero ospitare sistemi Pantsir o Tor, progettati per la difesa aerea a corto raggio, il cui costo, secondo The Telegraph può raggiungere i 16 milioni di sterline per unità.
Il Pantsir-S1 combina missili terra-aria, cannoni automatici e radar, mentre i sistemi Tor impiegano missili guidati per contrastare diverse minacce aeree. Entrambe le piattaforme possono contribuire alla protezione di obiettivi sensibili, anche contro droni e bersagli a bassa quota. La collocazione dei sensori su strutture sopraelevate può inoltre migliorare la copertura radar.
La distribuzione delle nuove installazioni suggerisce un rafforzamento del dispositivo difensivo a protezione della residenza presidenziale e delle infrastrutture strategiche circostanti.
Hotilovo e il bacino di Vyšnevolock: infrastrutture militari e siti sensibili
L’espansione sembrerebbe interessare anche la base militare di Hotilovo, dove una torre sarebbe stata realizzata nel marzo 2026. Secondo ricostruzioni giornalistiche, il sito sarebbe utilizzato dal presidente russo e collegato alla residenza attraverso un raccordo ferroviario dedicato. Le installazioni antiaeree estenderebbero così la protezione anche a infrastrutture militari e logistiche esterne al complesso presidenziale.
Altre postazioni sarebbero state individuate lungo il bacino artificiale di Vyšnevolock, vicino all’isola di Lisij. Nell’area si troverebbe un complesso laboratoristico militare, la cui possibile relazione con programmi biologici russi è stata ipotizzata da Radio Svoboda in un’inchiesta del 3 settembre 2026. Le informazioni disponibili non consentono, al momento, di stabilire con certezza la funzione del complesso.
La prossimità geografica tra le torri e questi siti non dimostra, di per sé, l’esistenza di collegamenti operativi diretti.
La protezione della leadership e le priorità strategiche russe
Il rafforzamento delle difese attorno alla residenza presidenziale accompagna il potenziamento delle misure di protezione delle infrastrutture strategiche russe, in risposta agli attacchi con droni in profondità nel territorio nazionale. Dall’inizio dell’operazione speciale russa, la protezione delle installazioni militari e dei centri decisionali ha assunto importanza nelle priorità di sicurezza di Mosca.
Alla fine di dicembre 2025, le autorità russe accusarono Kiev di aver tentato di colpire la residenza con velivoli senza pilota. L’Ucraina respinse l’accusa. Successive ricostruzioni giornalistiche riferirono di una valutazione statunitense secondo cui il bersaglio sarebbe stato una struttura militare nella regione di Novgorod, anziché la residenza presidenziale.
Secondo RFE/RL, le oltre cinquanta postazioni censite nell’area equivarrebbero a circa la metà di quelle rilevate a Mosca e nella regione circostante. Il dato segnala una concentrazione significativa di infrastrutture antiaeree, ma non consente attualmente di determinare quante risorse siano effettivamente destinate alla protezione della residenza.
Nel giugno 2026, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la Russia avrebbe destinato ulteriori risorse di difesa aerea alla protezione di Mosca, della residenza presidenziale e di altri obiettivi strategici, secondo quanto riferito dall’Associated Press.
L’ampliamento delle postazioni, laddove accertata, potrebbe confermare l’attenzione di Mosca per la sicurezza della leadership e delle infrastrutture strategiche. La rete difensiva si estenderebbe oltre il complesso presidenziale, coinvolgendo anche installazioni militari e collegamenti logistici dell’area.
