Dipendenti comunali, "pass-alcol" per pranzo Vietato ad autisti, educatori e vigili urbani

Sedicimila tessere magnetiche con un chip per verificare chi beve vino o birra. Chi trasgredisce rischia multe fino a 2500 euro e in caso di recidiva anche il licenziamento. Controlli a campione. I vigili: "Un’ingiustizia, molti di noi pranzano quando hanno finito di lavorare"

Dipendenti comunali, "pass-alcol" per pranzo 
Vietato ad autisti, educatori e vigili urbani

Vietato bere alcolici in pausa pranzo per autisti, educatori e vigili urbani. La regola non è nuova (una legge del 2006 ha individuato le categorie di lavoratori che devono astenersi dall’alcool durante le ore di servizio), la novità è che da oggi i dipendenti comunali che sceglieranno di bere a dispetto delle norme dovranno farlo di tasca loro.
Il Comune sta distribuendo i nuovi badge, le tesserine magnetiche per timbrare all’inizio e alla fine del servizio che vengono anche usate nei ristoranti convenzionati per avere diritto allo sconto sui pasti. Le card sono 16mila come i dipendenti di Palazzo Marino, tutte dotate di un microchip che informa se il lavoratore può o meno pasteggiare con vino o birra. Bollino verde significa sì all’alcool. Compare sul video della cassiera, al momento del conto, se è stata strisciata la tessera di un amministrativo, di un impiegato o di un bibliotecario: i badge "free alcool" sono più o meno cinquemila. Bollino rosso invece per gli altri 11mila che appartengono a educatori, autisti e vigili urbani. Ossia: se costoro volessero bere vino a dispetto della norma dovrebbero pagarselo a parte. Oltre a rischiare in prima persona di incappare in un controllo alcolemico.
"Non conviene aggirare la legge - fanno sapere alla direzione personale - La Asl fa sempre controlli a sorpresa e a campione". E con un solo bicchiere di rosso si rischiano la sospensione dall’attività, una multa da 516 a 2.500 euro e un provvedimento disciplinare (il licenziamento è per i recidivi), si legge sulla scheda informativa indirizzata ai dipendenti che "in relazione alle attività lavorative elencate (educatori, autisti, vigili) e per le quali è richiesta concentrazione e attenzione o l’uso di macchinari e veicoli il consumo di alcool deve essere pari a 0 mg/L".
L’uso del badge comunque non comporta una "schedatura", sono 400 i ristoranti e bar convenzionati con il Comune, semplicemente i bicchieri di vino non permessi non vengono pagati da Palazzo Marino, dai locali non parte alcuna segnalazione. Ma c’è chi contesta il provvedimento. "È un modo per risparmiare anche sul bicchiere di vino - critica il nuovo badge il vigile Roberto Miglio sindacalista del Csa - Rispetto ai dipendenti delle altre amministrazioni, Provincia e Regione, siamo penalizzati. Noi non abbiamo i ticket da spendere nei ristoranti, versiamo per ogni pasto 2 euro e 50 (per contratto il dipendente si paga un terzo del pasto mentre gli altri due terzi sono a carico dell’ente)".
Fra i ghisa scontenti c’è anche Daniele Vincini: "Per il fatto che i nostri turni sono molto articolati e spesso andiamo in mensa quando abbiamo concluso il servizio, con questo badge ci viene negato anche il bicchiere di rosso che, si badi, nessuno berrebbe mentre lavora ma quando ha terminato sì". La direzione del personale nega di aver fatto una scelta al risparmio: "Abbiamo colto l’occasione del nuovo contratto per specificare sulla tesserina chi può consumare vino e chi no - spiegano alla direzione - La prima legge quadro in materia di alcool risale al 2001, nel 2006 sono state specificate le categorie di lavoratori che debbono astenersi. Non c’è alcuna volontà di risparmiare, al posto dell’acqua uno può scegliere anche la Coca Cola".

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