Non una semplice ondata, ma un vero tsunami blu ha investito gli Stati Uniti, da est a ovest, rompendo anche storiche roccaforti repubblicane. Mentre per i democratici ieri è stata una giornata di festa, avendo conquistato 228 seggi alla Camera e 54 al Senato, il partito di Donald Trump si è trovato costretto a fare i conti con la realtà. Ma da cosa dipende una simile vittoria? I dem hanno trovato la ricetta del successo?
In realtà la situazione è ben più complessa, a pesare su queste elezioni non sono state tanto le campagne elettorali, quanto l’economia reale. Infatti, mentre il Nasdaq batte un nuovo record ogni settimana, con le tasse per le imprese abbassate all’8%, il costo della vita continua ad alzarsi, con l’inflazione che a settembre ha toccato il 3,7%. La causa principale arriva dalla crisi energetica, che ha iniziato a farsi sentire da fine febbraio, con l’inizio della guerra in Iran. L’effetto più evidente - accanto al carrello della spesa - è il costo della benzina, passata da 2,9 dollari al gallone a oltre 4,6 dollari, con picchi fino a 7 dollari in California. Gli aumenti non sono stati uguali in tutto il Paese, ma gli Stati che hanno visto i rincari più alti, sono stati anche quelli dove la presa democratica è stata più forte. In Kansas, dove il costo della benzina è salito di quasi il 57% nel giro di nove mesi, è stato eletto come senatore Adam Hamilton, il pastore a capo della chiesa della Resurrezione. Era dal 1932 che un dem non otteneva un seggio in questo Stato. L’Iowa, che negli ultimi anni era diventato stabilmente un Red State, votando per Donald Trump in tre elezioni presidenziali consecutive, ha visto la vittoria del democratico Josh Turek dopo che la benzina ha fatto un salto di quasi il 63%. Lo stesso è successo in Virginia, South Carolina e Minnesota.
Accanto al prezzo della benzina, però, c’è anche un altro aspetto che ha spinto i voti verso il partito democratico: i data center. Se gli Stati Uniti vogliono vincere la guerra dell’AI hanno bisogno di energia e, in tal senso, solo nel 2026 sono stati messi in campo 700 miliardi di dollari per la costruzione di data center. Lo stato che più degli altri si trova a convivere con queste strutture è l’Ohio, dove anche il piano di restrizioni non è bastato a convincere i residenti a votare per i repubblicani. Stessa sorte per il Texas, storica roccaforte rossa, dove i cittadini si sono trovati bollette elettriche stellari proprio a causa dell’arrivo dei data center. Così, dopo quasi 30 anni, i dem tornano al centro con James Talarico come senatore.
