Assegni senza clausola di trasferibilità: si valuta il ritocco delle sanzioni

Allo studio la rimodulazione delle multe per chi stacca assegni senza la dicitura "non trasferibili". Il Mef: "Recuperare la proporzionalità tra importo trasferito e sanzione"

Assegni senza clausola di trasferibilità: si valuta il ritocco delle sanzioni

Adesso si muove il dicastero dell'Economia. In via XX Settembre starebbero valutando la possibilità di modificare le sanzioni per chi stacca assegni sopra i mille euro senza la dicitura "non trasferibili". L'obiettivo, come si legge in una nota pubblicata dal Tesoro, sarebbe di "recuperare la proporzionalità tra l'importo trasferito e la sanzione".

Da oltre dieci anni, con l'entrata in vigore della normativa antiriciclaggio, viene sanzionato l'uso di assegni oltre una certa soglia privi della clausola di non trasferibilità. "L'attuale soglia, pari a 1.000 euro, è stata introdotta a dicembre 2011", ricorda il ministero dell'Economia dopo essere stato subissato da pesanti segnalazioni risulta. Anche ilGiornale.it qualche settimana fa si era occupato del caso dal momento che diverse persone continuano a usare assegni che non riportano la clausola di non trasferibilità pur essendo di importo maggiore di mille euro. Dopo le polemiche che sono divampate, il ministero di via XX Settembre ha quindi ritenuto utile ricordare le regole vigenti in materia. "Dal 2008 le banche non stampano più carnet di assegni senza la clausola di non trasferibilità - spiegano - tuttavia, se qualcuno dovesse trovarsi nel cassetto un vecchio blocchetto, può ancora utilizzarlo per trasferimenti di denaro di importo pari o superiore a 1.000 euro a patto che scriva di suo pugno 'non trasferibile'". Se l importo è inferiore a mille euro l'assegno può essere fatto circolare anche senza clausola.

I casi venuti recentemente alla ribalta della cronaca, come quello riportato anche dal Giornale.it, hanno acceso i riflettori su questo problema a cui si lega il dibattito sul regime sanzionatorio quando la norma antiriciclaggio viene violata. Con un decreto dell'anno scorso le sanzioni sono state inasprite, in considerazione del fatto che il regime precedente era risultato scarsamente dissuasivo. Dal 4 luglio 2017 è in vigore la sanzione da tremila a 50mila euro per importi trasferiti da un minimo di mille a un massimo di 250mila euro.

"È stato verificato - sottolinea il ministero dell'Economia - che, in alcuni casi, le sanzioni elevate possono colpire cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità". Da qui la decisione di modificare il regime sanzionatorio recuperando la proporzionalità tra l'importo trasferito e la sanzione.

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