Faro Antitrust su Tim e Dazn: "L'intesa lede la concorrenza"

Per Telecom "sono soluzioni tecniche alla portata di tutti, basta investire". Ma ora l'accordo da 340 milioni è a rischio

Faro Antitrust su Tim e Dazn: "L'intesa lede la concorrenza"

Parte in salita il campionato di calcio in streaming targato Tim e Dazn. L'accoppiata non piace all'Antitrust che, sollecitata a dovere dai concorrenti, non ha esitato a far sentire la sua voce aprendo una istruttoria. «Un procedimento - ha spiegato l'Antitrust in una nota - volto ad accertare se esista una possibile intesa restrittiva della concorrenza».

Ma quali sarebbero queste restrizioni? Ebbene l'intesa tra Dazn e Tim prevede che solo l'ex-monopolista possa «vendere» nella sua piattaforma la app di Dazn facendo pagare tutto in bolletta. Ma attenzione: non si tratta di una offerta bundle, ossia non ci sono sconti per la connessione a banda ultralarga e la possibilità di vedere le partite di calcio. Quindi l'offerta è solo più comoda per il cliente, non più vantaggiosa. Ed è replicabile anche con altri operatori di tlc ma pagando due abbonamenti (a Dazn e alla rete). L'istruttoria è, inoltre, mirata a verificare la correttezza dell'intesa con l'adozione da parte di Tim di soluzioni tecniche non disponibili per altri operatori concorrenti. Adesso Tim e Dazn hanno 7 giorni di tempo per presentare le loro ragioni.

Del resto la società guidata da Luigi Gubitosi, che molto ha scommesso sul calcio pagando a Dazn ben 340 milioni per i diritti triennali, ha già spiegato che le soluzioni tecniche sono disponibili per tutti gli operatori. Tim ha investito 67 milioni per adeguare la sua rete alla piattaforma Dazn garantendo il «multicast» ai suoi utenti al fine di impedire colli di bottiglia sulla rete quando, la domenica, vengono trasmesse più partite contemporaneamente. E dunque se tutti investissero potrebbero ottenere la stessa resa tecnologica. Tim ha anche specificato che l'Agcom ha recentemente sollecitato Dazn e gli altri operatori di tlc affinché collaborino e investano per adottare tutte le soluzioni tecniche volte ad assicurare la trasmissione efficiente sulla rete internet. Insomma secondo Tim è tutto a posto anche perchè Dazn si è aggiudicata i diritti in una regolare gara, pagando 850 milioni per tre anni. Come del resto ha fatto Sky negli anni scorsi per la sua piattaforma satellitare. Certo Sky sta giocando le sue carte. Non c'è dubbio infatti che la mancanza dell'offerta calcio influirà negativamente sul rinnovo dell'abbonamento dei suoi circa 6 milioni di utenti.

I rimedi al momento suggeriti dall'Antitrust sono radicali: come quello di obbligare Dazn a distribuire i propri contenuti anche su digitale terrestre e sul satellite, di cederli eventualmente in sublicenza o di rendere disponibile la sua app per altri dispositivi, oltre al decoder di Tim, con sconti e promozioni. Tim ritiene però che le offerte presenti sul mercato siano più attrattive rispetto a quelle degli anni scorsi quando per vedere tutte le partite bisognava abbonarsi a due piattaforme (Sky e Dazn). In ogni caso, se venissero imposti questi nuovi paletti antitrust, l'intesa con Tim, protetta da precise clausole contrattuali, potrebbe saltare. Sky ha offerto 500 milioni per avere le partite via satellite. Bisogna sottolineare comunque che non ci sono limiti sul fronte del provider internet da utilizzare per vedere le partite di calcio e che l'offerta del campionato via Internet permetterà lo sviluppo della banda ultralarga.

Ieri Dazn ha presentato la sua nutrita squadra di opinionisti calcistici e si è dichiarata tranquilla sull'istruttoria Antitrust. «L'obiettivo di Dazn - ha detto l'ad Veronica Diquattro - è soddisfare gli sportivi che potranno vedere le partite su qualsiasi dispositivo e con qualsiasi operatore». Dazn ha anche specificato che il digitale terrestre sarà disponibile ma solo nelle aree bianche, prive di banda ultralarga.

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