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Economia

Poste, conti record. Spinta dal risparmio

Nel semestre Raggiunto un utile di 1,2 miliardi: è il nuovo massimo storico. L’ad Del Fante: “Nozze con Tim completano i nostri piani”

Poste ora vuole la guida del super-cloud di Stato

Dall’Opas su Tim al nuovo polo finanziario, passando per la riorganizzazione della rete degli uffici postali, i data center e il rinnovo dell’accordo con Cdp sul risparmio postale. Poste cambia ancora pelle in un percorso di evoluzione continua che dalle lettere ai gigawatt ha moltiplicato anno dopo anno i numeri di bilancio.

L’ad Matteo Del Fante ha presentato conti semestrali record: i ricavi hanno raggiunto 6,84 miliardi (+6%); il risultato operativo adjusted è salito del 7% a 1,772 miliardi, mentre l’utile netto, senza la partecipazione in Tim, è cresciuto del 4% a 1,211 miliardi, nuovo massimo storico. Anche il secondo trimestre si è chiuso in progresso: ricavi per 3,387 miliardi (+4%) e utile netto di 594 milioni (+4%). «Un andamento sostenuto dalla raccolta netta nei prodotti di investimento, pari a 2,7 miliardi, dal miglioramento delle dinamiche commerciali del risparmio postale e dalla stabilità dei depositi retail, fattori che hanno portato le attività finanziarie investite a 613 miliardi».

Tornando alla strategia, i risultati sono stati l’occasione per aggiornare

il mercato sulla prossima fase di sviluppo della «platform company». Il cuore del piano è il nuovo polo finanziario, nel quale confluiranno il business dei pagamenti e quello dei servizi finanziari e assicurativi. Per Poste, il nuovo assetto dovrebbe semplificare la struttura societaria e favorire una maggiore integrazione tra le diverse attività. Anche se Del Fante ha chiarito che Poste «non sarà mai una banca con licenza». Il progetto porterà dal 2027 a un nuovo assetto operativo con tre business unit: logistica e distribuzione, servizi finanziari e assicurativi e, una volta completata l’operazione Tim, connettività e tecnologia. In questo contesto è stata approvata anche la scissione parziale di PostePay, destinata a confluire nel nuovo polo finanziario.

A essere riorganizzata sarà anche la rete degli uffici postali. Poste creerà una rete di circa 1.100 uffici-hub chiamati a coordinare quelli più piccoli. A proposito di distribuzione, Poste e Cdp hanno trovato un’intesa preliminare sul rinnovo dell’accordo per la distribuzione del risparmio postale nel periodo 2027-2030. Sul dossier Tim, intanto, si entra nella fase clou: il periodo di adesione all’offerta è partito

il 20 luglio e terminerà l’11 settembre, con una possibile riapertura tra il 21 e il 25 settembre. Il piano industriale della nuova realtà integrata sarà quindi presentato nel primo trimestre del 2027. «Tim è il complemento ideale per rafforzare la piattaforma di Poste», ha detto l’ad. «L’obiettivo è integrare servizi finanziari, pagamenti, logistica, connettività e tecnologia, facendo della società telefonica un acceleratore della strategia delineata con il nuovo piano finanziario, la riorganizzazione della rete commerciale e l’estensione dell’AI a tutte le principali attività».

Infine, lo sbarco nei data center. Del Fante sta lavorando a un progetto nel settore in una località della regione Lombardia che raggiungerà i 70 megawatt: «Il terreno e fornitore sono stati identificati, e lì abbiamo il supporto di tutte le grandi istituzioni finanziarie italiane». Secondo Adnkronos, sarebbero coinvolte nel progetto Intesa Sanpaolo e Coima. Mentre Tim al momento lo starabbe valutando.

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