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Economia

"Scenari foschi per i giovani". ​Le pensioni saranno più basse

L'aliquota al 33% per il contributo obbligatorio alle pensioni dei lavoratori dipendenti è la più alta dell’intera area Ocse

Ma con Rita si può anticipare il ritiro di 10 anni

Molti lavoratori riceveranno trattamenti pensionistici più bassi di quelli versati oggi. Un problema, quello sottolineato l’Ocse nel rapporto Pensions at a glance, che riguarda soprattutto i più giovani che, trascorrendo lunghi periodi fuori dal mercato del lavoro, faticheranno a trascorrere una vecchiaia dignitosa, in particolare nel contesto di un sistema contributivo.

L’età minima per godere di un trattamento pensionistico di base in Italia è pari a 66,3 anni per gli uomini e 62,3 anni per le donne, con il primo dato superiore alla media Ocse (64,7 anni) e il secondo invece inferiore (63,5 anni la media Ocse). L'età della pensione minima per gli uomini italiani è la seconda più elevata dell’area Ocse e viene superata solo dai 67 anni necessari in Israele, Islanda e Norvegia. I più fortunati sono invece francesi e turchi, che possono andare in pensione, rispettivamente, a 61,2 e 60 anni. Per le donne l’età della pensione più elevata dell’area Ocse si registra in Norvegia (67 anni), Islanda (67 anni) e Portogallo (66 anni), mentre la più bassa si rileva in Turchia (58 anni), Polonia, Austria e Cile (60 anni in tutti e tre i casi). Va sottolineato che la maggior parte dei paesi Ocse prevede la stessa età minima sia per gli uomini che per le donne, a partire da Germania (65,3 anni), Usa (65 anni) e Giappone (65 anni). Nel Regno Unito, invece, l’età minima è di 65 anni per gli uomini e 62 per le donne.

"Tempo via dal lavoro significa tempo via dal sistema pensionistico - si legge nel rapporto - sebbene molti Paesi forniscano contributi figurativi durante periodi di disoccupazione, maternità o assenza per malattia, in futuro i trattamenti pensionistici saranno più bassi per molti lavoratori e per i più sfortunati tra i pensionati di domani, ovvero quei giovani che non riescono a entrare nel mercato del lavoro, le prospettive sono ancora più fosche". "Dopo aver rimesso in carreggiata la sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici - continua l'Ocse - i politici devono ora spostare la loro attenzione sull’assicurare che il sistema pensionistico fornisca redditi da pensione adeguati a tutti i lavoratori". Un altro problema tutto italiano è l'aliquota per il contributo obbligatorio alle pensioni dei lavoratori dipendenti al 33%, il livello più alto dell'intera area Ocse. "Contributi obbligatori elevati - avverte l’Ocse - possono abbassare l’occupazione complessiva e aumentare il sommerso".

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