Poco meno di due mesi per definire il destino di Trevi, la società di ingegneria del sottosuolo contesa da Webuild e dalla friulana Icop.
Ieri è partita l’offerta pubblica di acquisto promossa da Webuild su Trevi, ma la partita per il controllo del gruppo ravennate si è ulteriormente complicata dopo il rilancio di Icop che ha migliorato i termini della propria Opas (lanciata il 14 settembre), portando il concambio da 0,133 a 0,165 azioni Icop per ogni azione Trevi. Entrambe le offerte sono ora allineate con scadenza fissata al 20 novembre.
Il rilancio di Icop aumenta del 24,1% il valore implicito dell’offerta: sulla base dell’ultimo prezzo di riferimento di Icop, la nuova proposta valorizza Trevi circa 331 milioni di euro, contro i precedenti 267 milioni, e attribuisce a ciascuna azione Trevi un valore di circa 5,05 euro (da 4,07 euro).
La nuova proposta modifica così anche il confronto con Webuild. L’offerta del gruppo guidato da Pietro Salini (nella foto) è interamente cash e pari a 4,50 euro per azione Trevi.
Secondo Equita, il rilancio di Icop «rafforza significativamente l’attrattività dell’operazione». La nuova offerta riconosce un premio del 49% rispetto al prezzo di Trevi precedente all’avvio della contesa, pari a 3,47 euro, e del 14,8% rispetto ai 4,50 euro offerti da Webuild. L’operazione, sottolinea Equita, «mantiene inoltre un profilo finanziario solido: in caso di adesione totale, l’impatto sull’utile per azione di Icop sarebbe positivo dell’1% nel 2027, del 13% nel 2028 e del 18% nel 2029».
Il rilancio comporta una maggiore diluizione per gli azionisti Icop. In caso di adesione totalitaria, i friulani emetterebbero 10,8 milioni di nuove azioni. Equita ha rivisto il target price sulla entità combinata a 40 euro per azione, dai precedenti 42 euro, mentre conferma a 37 euro il target su Icop standalone.
Anche gli analisti di Banca Akros evidenziano come il nuovo concambio «modifichi sensibilmente gli equilibri della contesa». La nuova proposta, osservano, aumenta la valorizzazione di Trevi e trasforma l’offerta Icop da uno sconto del 10% rispetto a Webuild a un premio del 12 percento.
A fare da primo ago della bilancia sarà comunque Cdp che è azionista di Trevi con il 21,2%, ma anche socia di Webuild. A Cdp, al momento, e dopo tanti anni di impegno finanziario converrebbe monetizzare aderendo all’offerta di Webuild.
