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Polonia, la guerra per la Corte costituzionale: Nawrocki sfida Tusk, il Paese sull’orlo di una crisi istituzionale

Il presidente interrompe il viaggio in Senegal e irrompe nella sede del Tribunale costituzionale di Varsavia, tra tensioni con i giudici e proteste di piazza. Sospesi i vertici della Corte, convocate consultazioni d’emergenza con i partiti

Questa notte la Polonia è balzata in cima alla cronaca europea. Il presidente Karol Nawrocki, rientrato di corsa da un viaggio in Senegal, ha raggiunto la sede del Tribunale costituzionale, teatro di una crisi senza precedenti tra la presidenza e il governo di Donald Tusk. Le immagini del capo dello Stato che si fa largo tra i giudici all’ingresso dell’edificio sono diventate il simbolo di una frattura istituzionale che rischia di paralizzare uno degli organi fondamentali dell’ordinamento polacco. E adesso, più di qualcuno grida al colpo di Stato.

Al centro della disputa c’è la sospensione del presidente del Tribunale, Bogdan Święczkowski, e del vicepresidente Bartłomiej Sochański, contestata dall’opposizione nazional-conservatrice. Una decisione che ha aperto la strada all’assunzione delle funzioni di guida dell’istituzione da parte della giudice Anna Korwin-Piotrowska, espressione del gruppo di magistrati eletti dall’attuale maggioranza parlamentare e non riconosciuti dal presidente della Repubblica.

La crisi è esplosa ieri sera, quando sette giudici eletti dal Sejm, la Camera bassa del Parlamento, sono entrati nella sede del Tribunale accompagnati da agenti del Servizio di protezione dello Stato. Poco dopo, Święczkowski e il suo vice si sono visti impedire l’accesso all’edificio. La nuova gestione ha annunciato la sospensione dei due vertici, mentre i loro sostenitori hanno denunciato un’occupazione illegittima della Corte.

La risposta del presidente è arrivata nella notte. Nawrocki, accompagnato dal primo presidente della Corte suprema Zbigniew Kapiński, si è presentato in Tribunale. Nei filmati diffusi sui social si vede il capo dello Stato farsi strada tra le persone all’ingresso. Questa mattina Nawrocki ha chiesto il ritiro delle forze di sicurezza presenti nella sede della Corte e convocato consultazioni urgenti con i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Di segno opposto la reazione del ministro della Giustizia Waldemar Żurek, che ha definito inaccettabile il comportamento del presidente, auspicando un intervento della procura. Un magistrato, Andrzej Piaseczny, è stato inviato sul posto per occuparsi della situazione. Il ministro ha ribadito che il ripristino della legalità costituzionale deve passare attraverso il funzionamento regolare della Corte.

Intanto, centinaia di manifestanti si sono radunati davanti alla sede del Tribunale, insieme a esponenti di Diritto e Giustizia (PiS) e dell’estrema destra. Tra i presenti anche Jarosław Kaczyński, leader del PiS. Durante le proteste si sono registrate tensioni con le forze dell’ordine e tre persone sono state fermate dalla polizia. Kaczyński ha denunciato un attacco alle istituzioni costituzionali, invitando i sostenitori dell’opposizione a proseguire la mobilitazione.

Tra il 2015 e il 2023, le riforme della magistratura polacca provocò un lungo conflitto con Bruxelles. Per le istituzioni europee, quelle trasformazioni avevano compromesso l’indipendenza dei giudici e il sistema di garanzie dello Stato di diritto. Per il PiS, invece, si trattava di riforme necessarie per rinnovare un apparato giudiziario considerato claudicante davanti alle istituzioni democraticamente elette.

Il nodo è stato affrontato anche dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Con una sentenza del 18 dicembre 2025, i giudici hanno stabilito che il Tribunale costituzionale polacco non soddisfaceva i requisiti di indipendenza e imparzialità previsti dal diritto europeo, a causa delle irregolarità nelle nomine di tre giudici nel dicembre 2015 e del presidente della Corte nel dicembre 2016.

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