Siria, il Papa scrive al G20. Smentita la telefonata al presidente Assad

Lettera ai Grandi per una soluzione alla crisi di Damasco. Smentite le voci di un contatto con Assad

Siria, il Papa scrive al G20. Smentita la telefonata al presidente Assad

"Non restate inerti, trovate una soluzione". Nel giorno in cui si apre il G20 di San Pietroburgo, papa Francesco invia una missiva ai grandi, chiedendo loro di impedire "un massacro" in Siria, ricordando che davanti a ciò "a cui stiamo assistendo" è "dovere morale di tutti i governi del mondo" cercare una via d'uscita.

Nella missiva (qui il testo integrale), indirizzata a Vladimir Putin, presidente di questo G20, il Santo Padre esprime "un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare", preferendole invece la via del dialogo.

Già nei giorni scorsi il Papa aveva mostrato la sua preoccupazione per quanto in attot in Siria, rivolgendo un accorato appello affinché si tentassero vie alternative rispetto a un intervento militare, condannando l'ipotesi di una guerra contro Damasco.

La comunità cristiana, che nel Paese degli Assad è una delle minoranze, ha denunciato da tempo il rischio di diventare una facile vittima del "fondamentalismo islamico". La paura di un dilagare delle fazioni ribelli più vicine ad al Qaeda era stata espressa alcuni giorni fa sul Giornale da Samaan Daoud, siriano di Damasco.

Smentita dal Vaticano la notizia - diffusa dal quotidiano argentino Clarin -, secondo il quale papa Francesco avrebbe telefonato al presidente Bashar al-Assad, in un tentativo diplomatico volto a cercare una soluzione diversa da un blitz statunitense per l'empasse siriano.

Il quotidiano di Buenos Aires, che cita alcune fonti all'interno delle mura vaticane, sosteneva che il Pontefice avesse fatto pressioni anche alla Francia, unica alleata di Barack Obama in Europa sul fronte interventista, dopo che la Gran Bretagna è stata fermata da un voto contrario del parlamento.

Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha chiarito poi che la notizia è infondata. A dare rilevanza in un primo momento alle voci anche il fatto che l'autore dell'articolo fosse Sergio Rubin, biografo e amico di Papa Francesco.

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