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Un cannone navale russo trasformato in obice: cosa sappiamo della nuova versione dell’A-192M

Il possibile sviluppo di una variante terrestre dell’A-192M da 130 mm potrebbe rappresentare un ulteriore esempio della capacità dell’industria della difesa russa di riconfigurare sistemi d’arma già esistenti, adattando tecnologie originariamente sviluppate per l’impiego navale a nuovi scenari operativi

Obice derivato da cannone navale

Sulla base delle informazioni provenienti da fonti aperte e della documentazione recentemente emersa, sembrerebbe che l’industria della difesa russa stia valutando lo sviluppo di un sistema d’artiglieria costiera terrestre derivato dal cannone navale A-192M da 130 mm. Le indiscrezioni, diffuse anche da analisti specializzati nel settore della difesa, non risulterebbero tuttavia confermate ufficialmente né dalle autorità russe né dai soggetti industriali eventualmente coinvolti.

Qualora il progetto trovasse riscontro, esso rappresenterebbe un esempio della capacità dell’industria militare russa di valorizzare sistemi già sviluppati attraverso processi di adattamento tecnologico, estendendone l’impiego dal dominio navale a quello della difesa costiera terrestre.

Cosa sappiamo

Secondo quanto riportato da alcune fonti aperte, il gruppo industriale russo Arsenal avrebbe depositato un brevetto relativo a un sistema d’artiglieria costiero trainato basato sul cannone navale A-192M Armat da 130 mm.

La configurazione ipotizzata prevederebbe l’installazione dell’arma su una piattaforma costituita da un semirimorchio trainabile mediante un autocarro tattico, dotata di una torretta completamente brandeggiabile e di una protezione corazzata integrale.

La piattaforma potrebbe essere equipaggiata con quattro stabilizzatori orientabili destinati a garantire la stabilità durante le fasi di tiro. Due di essi integrerebbero coppie di ruote analoghe a quelle impiegate sui veicoli militari ad alta mobilità, consentendo sia il trasferimento su strada sia un rapido schieramento in posizione operativa.

Il sistema di alimentazione delle munizioni potrebbe prevedere un funzionamento automatizzato con un deposito di pronto impiego costituito da una catena chiusa di tubi guida collocata nella parte posteriore della torretta.

Il caricamento sarebbe affidato a un meccanismo oscillante sincronizzato con il movimento di elevazione della bocca da fuoco, una soluzione progettata per assicurare la continuità del ciclo di alimentazione e un’elevata cadenza di tiro.

Il sistema d’arma A-192M

Sulla base dei dati tecnici disponibili, l’A-192M rappresenterebbe l’evoluzione del precedente impianto navale AK-130 e sarebbe stato concepito come sistema d’artiglieria monoblocco multifunzione da 130 mm destinato all’impiego contro bersagli navali, terrestri e aerei.

Con una massa dichiarata di circa 25 tonnellate, escluso il munizionamento, il sistema risulterebbe sensibilmente più leggero rispetto all’AK-130. Tale caratteristica avrebbe favorito l’integrazione sulle fregate del Progetto 22350 della classe Admiral Gorshkov e sull’incrociatore nucleare pesante Admiral Nakhimov nell’ambito del relativo programma di ammodernamento.

Le prestazioni riportate nelle fonti specializzate indicherebbero una cadenza di tiro massima fino a 30 colpi al minuto, una gittata di circa 23 chilometri contro obiettivi terrestri e navali e fino a 18 chilometri contro bersagli aerei.

Il controllo del fuoco sarebbe affidato al sistema radar 5P-10 Puma, integrato con apparati radar, sistemi televisivi e sensori optoelettronici, con la capacità di acquisire e seguire simultaneamente fino a quattro bersagli.

L’arma potrebbe impiegare munizionamento unitario da 130 mm compatibile con quello dell’AK-130, comprendente proiettili ad alto esplosivo e munizioni antiaeree, incluse varianti dotate di spoletta radio di prossimità.

Un possibile nuovo paradigma per l’artiglieria costiera russa

L’emersione del brevetto potrebbe indicare un’evoluzione dell’approccio industriale russo nel settore dell’artiglieria pesante. In questa prospettiva, lo sviluppo di un sistema costiero dedicato potrebbe segnare un progressivo allontanamento dall’originario concetto di standardizzazione interforze associato al programma Koalitsiya-SV, nato per favorire la condivisione di tecnologie e componenti tra le Forze terrestri e la Marina russa.

Il progetto sembrerebbe derivare da studi avviati in epoca sovietica e successivamente perfezionati fino al completamento della fase tecnica nel 2021.

Qualora il programma fosse ufficialmente validato, esso evidenzierebbe la capacità dell’industria della difesa russa di estendere il ciclo operativo di sistemi già esistenti attraverso interventi di riconfigurazione tecnologica, adattandoli a nuovi domini e scenari d’impiego.

Al momento, tuttavia, non risultano comunicazioni ufficiali riguardanti l’avvio della produzione in serie, l’adozione del sistema da parte delle Forze Armate della Federazione Russa o l’approvazione di specifici programmi di acquisizione.

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