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Europa

Ceuta, il Parlamento europeo condanna Sanchez e si schiera con l’Italia

Bocciato l’emendamento dei Socialisti e democratici che stigmatizzava la chiusura delle frontiere italiane con la spagna dopo l’invasione di fine luglio

epa13236209 The Spanish National Police transfer hundreds of migrants who had been sleeping on the street to a new location consisting of several tents, aiming to prevent them from continuing to sleep outdoors, in Ceuta, Spain, 13 September 2026. Police sources said that the transfer has been underway since early this morning, moving people from the Loma Colmenar site to tents set up next to the old Los Rosales prison. EPA/Reduan

Il baricentro europeo si è spostato alle ultime elezioni e ora l’Unione è a trazione liberale e conservatrice con il Ppe e i partiti della destra. Il socialismo progressista che per anni e decenni ha imperversato è stato bocciato a furor di popolo nel 2024, così come oggi viene bocciato l’operato di Pedro Sanchez, unico premier rimasto in Europa a portare avanti un esecutivo ideologico. Questa mattina, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha approvato la risoluzione sulla crisi migratoria di Ceuta con con 339 voti a favore, 225 contrari e 16 astenuti.

Nella risoluzione finale è stato inserito l’emendamento presentato dall’eurodeputata di Ecr, Assita Kanko, che boccia l’operato del governo Sanchez. Il Parlamento, si legge nell’emendamento, “esprime profonda preoccupazione per la politica di regolarizzazione su larga scala attuata dal governo del Presidente Pedro Sanchez, che funge da fattore di attrazione e invia un messaggio sbagliato ai potenziali migranti e alle reti criminali di traffico di esseri umani e sottolinea che l’ingresso irregolare non deve mai diventare una scorciatoia per ottenere la residenza legale”. Questo emendamento è stato approvato con 338 voti a favore, 261 contrari e 8 astenuti. Al contrario, è andato giù l’emendamento dei Socialisti e democratici, che esprimeva “rammarico per la decisione dell’Italia di introdurre controlli alle frontiere interne con la Spagna a partire dal primo agosto 2026 in risposta agli eventi di Ceuta, e per la successiva proroga di tali controlli fino al 16 settembre 2026”.

L’asse tra il Ppe e le destre nei loro vari schieramenti ha una maggioranza molto ampia nel parlamento europeo, che sta imprimendo un nuovo carattere all’Unione. “È stata bocciata la strumentalizzazione politica di chi voleva trasformare la posizione assunta dal governo italiano a difesa delle proprie frontiere in un atto da condannare. La risposta del Parlamento è stata chiara: la sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione e la gestione dei flussi migratori non possono essere trattate come una colpa dell’Italia”, ha dichiarato Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, intervenendo in plenaria. “Ma soprattutto sono passati gli emendamenti presentati dai Patrioti per introdurre meccanismi più rigorosi sui finanziamenti europei ai Paesi terzi. Chi non coopera con l’Unione, viola gli accordi o utilizza la pressione migratoria come strumento contro l’Europa non può pensare di continuare a ricevere fondi europei senza conseguenze”.

Il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo, Nicola Procaccini, in un punto stampa a Strasburgo ha sottolineato che il voto di oggi racconta alcuni passaggi fondamentali, in primis che “l’immigrazione rimane una priorità del centrodestra, evidentemente non del centrosinistra, che ritiene invece che si possa raccontare un’invasione come quella che c’è stata a Ceuta, derubricandola a un qualcosa di poco importante”. Ma racconta anche di come “le regolarizzazioni di massa siano un fattore attrattivo che va assolutamente attenzionato e che va respinto, perché naturalmente si tratta di qualcosa di estremamente pericoloso”. Quando il governo Meloni si è insediato, ha aggiunto, “sulle politiche migratorie veniva ritenuto isolato e poco incisivo. Oggi si scopre che invece a essere isolati e poco incisivi sono i governi socialisti, i quali evidentemente non considerano nella giusta maniera cosa significhi un provvedimento come quello delle 500.000 regolarizzazioni”. Lara Magoni, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha ribadito che con questo emendamento votato ad ampia maggioranza si mette “al centro un principio chiaro: l’Unione europea deve essere in grado di proteggere le proprie frontiere esterne e di reagire a quei fenomeni in cui i flussi migratori vengono utilizzati come strumento di pressione e destabilizzazione”. Ed è grave, ha aggiunto, “che la sinistra europea abbia votato contro una risoluzione che rafforza la tutela delle frontiere e condanna l’uso strumentale dei migranti per finalità geopolitiche. Ancora una volta, quando si passa dalle dichiarazioni ai voti concreti, emergono posizioni profondamente diverse”.

L’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi ha voluto sottolineare l’importanza di uno schieramento unito nel centrodestra al Parlamento europeo per bocciare “sonoramente le politiche di regolarizzazione di massa del premier socialista spagnolo Sanchez, appoggiate in Italia anche dalla sinistra e dal Movimento 5 Stelle”. L’azzurro dà anche la colpa al premier spagnolo per “aver generato la crisi di Ceuta, perché se tu premier spagnolo regolarizzi tutti i clandestini, poi ovvio che questi arrivano in massa. Dunque, è importante che il Parlamento europeo abbia preso una posizione netta a favore della linea italiana di sospensione di Schengen verso la Spagna e abbia accolto invece l’emendamento che di fatto censura l’operato di Sanchez”.

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