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Europa

Stop al taglio accise, prezzi dei carburanti sotto controllo

Eni tiene il price cap ma il diesel sale a 2,25 euro. L’Ue lancia l’allarme energia

European Commission President Ursula von der Leyen attends a joint debate ahead to the 15-16 October EU summit in Strasbourg, France, Tuesday, Oct. 6, 2026. (AP Photo/Pascal Bastien) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Guardando i tabelloni dei distributori ieri mattina, la prima notizia saltata all’occhio è che il temuto «stangata-day» non c’è stato. Con il rientro alla normalità sulle accise, in molti temevano un’impennata improvvisa dei prezzi. Invece le rilevazioni mostrano un quadro di tenuta: la benzina al self-service segna persino un lieve calo a 2,043 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,244 euro, registrando un adeguamento ben sotto i 6,1 centesimi.

In questo contesto si inserisce anche la scelta di Eni di mantenere attivo il proprio price cap. La società ha però spiegato con chiarezza la dinamica: il tetto massimo ai prezzi rimane in vigore, ma non può riassorbire da solo il ripristino delle aliquote fiscali ordinarie. Venuto meno lo sconto di 6 centesimi, il prezzo del gasolio della compagnia si assesta a 2,25 euro al litro (rispetto ai 2,19 previsti), mentre quello della benzina resta immobile a 1,99. Una linea di equilibrio che cerca di proteggere i consumatori senza stravolgere le regole di mercato.

Proprio per tutelare l’intera filiera ed evitare squilibri a danno dei distributori indipendenti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha subito aperto un tavolo con Assopetroli-Assoenergia. Il Governo ha dimostrato grande attenzione alle criticità segnalate dalle categorie, avviando un monitoraggio attento del mercato extrarete per garantire una concorrenza equa e trasparente. Una prudenza, quella di evitare manovre a pioggia, richiamata anche dal Fondo Monetario Internazionale: nel suo ultimo rapporto, l’Fmi sottolinea infatti come di fronte alle oscillazioni dei prezzi lo strumento più efficace restino gli aiuti temporanei e mirati ai più vulnerabili.

Una visione condivisa anche a livello europeo. Intervenendo alla plenaria di Strasburgo, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ricordato che l’Europa ha già sostenuto un costo di 100 miliardi per l’import di combustibili dall’inizio delle tensioni in Iran. Per sostenere famiglie e imprese, l’Ue punta su aiuti di Stato mirati - come i buoni energetici - e su una nuova task force per fare acquisti congiunti di energia, in vista di un inverno complesso.

A chiudere il cerchio è l’analisi di Philip Lane, capo economista della Bce, che ha promosso la solidità della nostra economia. Evidenziando però come le misure d’aiuto debbano rimanere selettive per non riaccendere l’inflazione, stimando al contempo che già nei prossimi anni i salari reali in Italia torneranno a crescere più dei prezzi. Un segnale di fiducia per il Paese, che affronta questa fase energetica con cautela, senza perdere di vista la tenuta economica.

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