La Commissione europea tira dritto sull’Affordable Housing Act, il nuovo quadro comunitario per affrontare l’emergenza abitativa che, dietro l’obiettivo di aumentare l’offerta, suscita perplessità sul fronte della proprietà privata. Il rischio è limitare l’uso degli immobili, praticamente requisendoli.
Il commissario Dan Jørgensen difende l’impostazione della Commissione. «Con l’Affordable Housing Act, vogliamo trasformare questa paura in libertà. Offriamo certezza giuridica, definiamo criteri comuni per individuare le aree caratterizzate da una situazione di stress abitativo e offriamo alle città, agli Stati membri e alle regioni la possibilità di adottare le misure di cui hanno bisogno, che siano adeguate e proporzionate». Bruxelles, precisa, non deciderà «quali aree debbano essere interessate o quali misure debbano essere introdotte», che resteranno «di competenza locale, regionale e nazionale».
Questa «cassetta degli attrezzi» può però tradursi in limitazioni alla disponibilità degli immobili. Jørgensen cita «vigili del fuoco, insegnanti, infermieri e persone con lavori ordinari» che non riescono più a vivere dove lavorano. E a chi accusa Bruxelles di spingersi troppo oltre risponde: «È molto chiaro che in tutta Europa i nostri cittadini chiedono di intervenire».
È l’impostazione contestata da Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia: «In Europa mancano alloggi, e il regolamento risponde limitando l’uso di quelli che ci sono». La proposta, sostiene, va «rovesciata» per aumentare l’offerta. «Una ricetta che funziona esiste. È quella italiana», afferma, indicando nel recupero delle case vuote e negli investimenti la strada.
La stessa linea viene sostenuta da Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa considera «giusta» la strada intrapresa dal governo: «Riqualificazione di sessantamila alloggi popolari vuoti, programma di edilizia integrata con i privati, accelerazione dei rilasci per dare fiducia ai proprietari e ampliare l’offerta privata di abitazioni in affitto». Se arriverà anche il dimezzamento della cedolare secca per i contratti a canone concordato, aggiunge, «si compirebbe un ulteriore passo in avanti». Chiede inoltre di rafforzare la riduzione Imu per gli affitti calmierati. Spaziani Testa invita quindi a «resistere alle sirene dell’interventismo illiberale provenienti da Madrid, Berlino e Bruxelles» e a proseguire «sulla strada del pragmatismo».
Sul tavolo europeo ci sarà infine l’inflazione. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti porterà all’Eurogruppo e all’Ecofin il tema delle «gravi conseguenze economiche sui conti pubblici causate dall’impennata dell’inflazione», con l’obiettivo di correggere il principio della spesa netta tenendo conto dell’effetto dei prezzi. Il dossier, pur non essendo un punto autonomo dell’ordine del giorno, troverà spazio nelle discussioni sull’economia europea e sull’energia.
