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Europa

È morta Barbara Spinelli, giornalista ed ex europarlamentare: aveva 80 anni

Figlia di Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann, ha attraversato oltre cinquant’anni di giornalismo italiano, seguendo soprattutto politica internazionale ed Europa. Nel 2014 fu eletta al Parlamento europeo con L’Altra Europa con Tsipras

Barbara Spinelli durante la conferenza nella sede della stampa estera, Roma 7 febbraio 2014. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

È morta oggi a Roma, all’età di 80 anni, Barbara Spinelli, giornalista, saggista ed ex europarlamentare. La notizia è stata comunicata dalla famiglia e confermata dalle fonti parlamentari europee a Strasburgo. Nata a Roma il 31 maggio 1946, Spinelli collaborava con il Fatto Quotidiano dal 2016, occupandosi soprattutto di politica internazionale. L’ultimo articolo per il giornale risale al 10 marzo scorso ed era dedicato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. La famiglia ha ringraziato il professor Cortesi, il suo staff e tutto il personale della clinica Villa del Rosario “per le amorevoli cure e la grande serietà”, oltre a tutte le persone che l’hanno amata e stimata. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

Una famiglia al centro dell’Europa

Barbara Spinelli era figlia di Altiero Spinelli, tra i protagonisti del federalismo europeo e tra gli autori del Manifesto di Ventotene, e di Ursula Hirschmann, politica antifascista tedesca e sostenitrice del federalismo europeo. La storia familiare legata all’Europa avrebbe accompagnato anche il suo percorso professionale e politico: Spinelli divenne infatti una delle giornaliste italiane più attente alla politica internazionale e alle vicende del continente europeo.

La carriera iniziata con Il Globo

Spinelli cominciò la carriera giornalistica nel 1972 al quotidiano Il Globo, dopo tre anni di ricerca all’Istituto Affari Internazionali di Roma sulla Jugoslavia e sull’Europa orientale. Tra il 1973 e il 1976 fu corrispondente da Bruxelles per Il Globo e L’Espresso. Nel 1976 fu tra le fondatrici di la Repubblica, di cui fu anche corrispondente da Parigi. Dalla prima metà degli anni Ottanta lavorò per il Corriere della Sera e successivamente per La Stampa, prima come corrispondente da Parigi e poi come editorialista. Dal 2010 tornò a Repubblica come editorialista. Nel 2016 iniziò la collaborazione con Il Fatto Quotidiano.

L’elezione al Parlamento europeo

Nel 2014 Spinelli fu tra le principali promotrici della lista L’Altra Europa con Tsipras, nata in occasione delle elezioni europee per sostenere il progetto politico di Alexis Tsipras. Fu eletta al Parlamento europeo, risultando prima degli eletti nelle circoscrizioni dell’Italia centrale e meridionale. Nel maggio 2015 lasciò la lista, ma decise di mantenere il seggio europeo come indipendente nel gruppo della Sinistra Unitaria Europea-Ngl. “Non intendo contribuire in alcun modo a un’ennesima atomizzazione della sinistra fondando o promuovendo un’ulteriore frazione politica”, spiegò.

La scelta di restare indipendente

Spinelli spiegò la sua decisione di restare al Parlamento europeo nonostante l’uscita dalla lista. “Non sono io che mi sono allontanata dalla lista, è la lista che si è allontanata dal progetto originario”, disse in un’intervista al Corriere della Sera. E sulla scelta di mantenere il seggio aggiunse: “Perché in Europa continuo a battermi per le idee che ho difeso in campagna elettorale, per il programma che ho in parte scritto. Sono stata eletta dagli elettori, non dagli apparati”. Il Parlamento europeo conferma che rimase indipendente dal maggio 2015 fino alla conclusione del mandato, nel luglio 2019. Durante la legislatura fu vicepresidente della Commissione per gli affari costituzionali e membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

I libri e i riconoscimenti

Parallelamente al giornalismo, Spinelli ha scritto numerosi saggi dedicati alla politica internazionale, alla memoria europea e alla storia del continente. Tra le sue opere Presente e imperfetto della Germania orientale, Il sonno della memoria. L’Europa dei totalitarismi, Ricordati che eri straniero, Moby Dick o l’ossessione del male, Il soffio del mite. Beati i miti e La sovranità assente. Per il sonno della memoria. L’Europa dei totalitarismi ricevette il Premio speciale nell’ambito del Premio Viareggio 2002. Nel 2004 le fu assegnato il premio “È giornalismo” per le sue battaglie in difesa dei diritti civili. Nel 2005 fu inoltre nominata Grande ufficiale della Repubblica.

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