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Indipendenza energetica e infrastrutture: cosa chiedono gli italiani all'Ue

Per i cittadini la priorità è l'autonomia energetica e non difesa e sicurezza. Cresce la fiducia nell'Unione, ma restano forti le preoccupazioni per inflazione e costo della vita

Indipendenza energetica e infrastrutture: cosa chiedono gli italiani all'Ue
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Dall’ultimo Eurobarometro emergono alcuni dati interessanti sugli italiani come, per esempio, che nel nostro Paese i cittadini collocano l'indipendenza energetica al primo posto tra le priorità geopolitiche. Il 44% ritiene infatti che l'Unione dovrebbe concentrarsi sull'indipendenza energetica, sulle risorse e sulle infrastrutture per rafforzare la propria posizione nel mondo, rispetto al 35% che indica la difesa e la sicurezza e al 34% che chiede più competitività. È un dato anomalo nell’Unione europea, dove mediamente la prima voce di priorità è la difesa e sicurezza, solo dopo viene l’indipendenza energetica, seguita dalla competitività.

Per migliorare la qualità della propria vita, gli italiani chiedono all’Ue miglioramenti della situazione finanziaria e della capacità di far fronte alle spese quotidiane, della salute fisica e mentale e, a pari merito, della sicurezza pubblica e personale, oltre che della qualità dell'ambiente. Sono dati che, anche in questo caso, si discostano dalla media Ue, soprattutto per quanto riguarda la qualità dell’ambiente, che in Italia viene vista come una priorità dal 31% dei cittadini mentre la media Ue è appena del 23%. Anche i vantaggi percepiti dall'appartenenza all'Ue, per i rispondenti italiani sono fuori media, perché vengono segnalati il contributo al mantenimento di pace e sicurezza (43% rispetto al 40% Ue, in aumento di 7 punti percentuali) e il fatto che l'Unione offra ai cittadini italiani una voce più forte nel mondo (32% rispetto al 22% Ue). In generale, per il 74% degli europei considera vantaggiosa l'appartenenza del proprio paese all'Ue e l’81% degli italiani concordano sul fatto che l'Ue rappresenti un luogo stabile in un contesto geopolitico instabile: un dato in crescita di ben 11 punti rispetto all'autunno 2025.

Pur condividendo le preoccupazioni degli altri europei per il futuro del mondo, la vena ottimistica italiana emerge con forza riguardo al futuro dell'Unione: il 63% si dichiara ottimista, rispetto al 58% della media dell'Ue. Ma non riesce a emergere con questa forza per quanto riguarda il livello di incertezza, che in Italia è più alto rispetto alla media europea: 56% rispetto al 44% della media Ue. Inoltre, gli italiani sono più propensi della media europea ad associare l'appartenenza all'Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza.

L'inflazione, l'aumento dei prezzi e il costo della vita rappresentano una preoccupazione ancora più forte in Italia rispetto alla media europea, con la maggioranza degli italiani intervistati che vorrebbe che il Parlamento europeo facesse di questo tema una priorità, seguito dall'economia e dalla creazione di posti di lavoro.

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